Aveva solo 13 anni, Carmine, deceduto lo scorso 23 dicembre, nel giorno dell’antivigilia di Natale e ora, attorno al suo decesso, la Procura di Macerata vuole vederci chiaro. Proprio per questo, ha iscritto nel registro degli indagati medici e personale sanitario delle strutture ospedaliere di Caserta e Roma.
Il provvedimento è scattato dopo la denuncia a causa di un’omessa diagnosi tumorale e sui medici in questione ora grava una pensatissima accusa. quella di reato di omicidio colposo e falsificazione della cartella clinica. Per ricostruire la storia di Carmine, occorre andare, dunque, a ritroso nel tempo in quanto il bimbo ha iniziato a lamentare dei dolori al ginocchio.
Nel 2022, dopo essere caduto a scuola, era stato visitato all’ospedale di Capua, ma in quel contesto, sulla base di quanto riportato nella denuncia dei familiari, il medico non ha riconosciuto il carcinoma del povero Carmine, attribuendo il gonfiore del ginocchio ad versamento all’articolazione, sino a quando il medico di base ha effettuato, per primo, la diagnosi corretta, quella di neoplasia. Gli altri quattro indagati sarebbero i medici di una struttura ospedaliera di Roma, dove Carmine era stato trasportato per essere operato.
La diagnosi fatta in tempo, avrebbe evitato il decesso, ma quando è stata effettuata era già troppo tardi per procedere alle cure. Purtroppo Carmine non ce l’ha fatta, il brutto male ha avuto il sopravvent.
Lo Studio Associati Maior, composto dagli Avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo, insieme al medico-legale Marcello Lorello, sono determinati nel chiedere, per conto della famiglia, giustizia. Solo al termine dell’indagine della Procura, sapremo in dettaglio cosa è accaduto.