Il caso di Garlasco continua ad infiammare l’opinione pubblica italiana. Dopo 18 anni dal delitto di Chiara Poggi, continuano ad emergere ulteriori elementi che gettano nuove ombre sul caso. Resta aperta la questione dell’impronta “33” e del dna sotto le unghie di Chiara Poggi, elementi che erano già stati oggetto di perizia nel passato ma che oggi tornano al centro del dibattito tecnico e giuridico.
Le prossime settimane saranno decisive: la Procura dovrà decidere se chiedere il conferimento di nuovi accertamenti, se estendere le indagini ad altri soggetti o se eventualmente formulare richieste di rinvio a giudizio. Su tutto, resta il fatto che il caso Garlasco, nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi, si presenta ancora come un giallo aperto.
Negli ultimi mesi, il caso Garlasco ha vissuto una svolta significativa con l’apertura di una nuova inchiesta che coinvolge l’ex procuratore Mario Venditti, già in carica all’epoca delle indagini su Andrea Sempio. La Procura di Brescia sta valutando l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari, in particolare sulla base di movimentazioni sospette di denaro provenienti dalla famiglia Sempio e di un bigliettino recuperato con l’annotazione “Venditti gip X 20-30 euro”.

Nel corso delle intercettazioni ambientali e telefoniche, emergono conversazioni dei genitori di Andrea Sempio circa trasferimenti di somme da 3.500 euro in su, non sempre giustificati, che sollevano il dubbio che possano essere collegati a una possibile operazione illecita a favore dell’ex magistrato.
Sempre più protagonisti di questo caso giudiziario dai contorni sempre più in chiaroscuro, sono i legali di parte. Da un lato l’avvocato Lovati, legale di Sempio, dall’altro Antonio De Rensis, che difende invece Alberto Stasi. I due legali, ospiti in diretta di ‘Storie italiane’, hanno lasciato improvvisamente lo studio. Cosa è successo? Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva.