
È stato ufficialmente siglato all’Aran il rinnovo del contratto per l’Area dirigenziale della Sanità relativo al triennio 2022-2024, un accordo che interessa oltre 137mila professionisti, tra cui circa 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. Dopo la certificazione della Corte dei conti, l’intesa è stata sottoscritta in via definitiva dalla maggior parte delle sigle sindacali, con l’eccezione della Fp Cgil, che non ha firmato il documento.
Le risorse complessive stanziate ammontano a 1,2 miliardi di euro, con un incremento medio del 7,27%. Le novità avranno effetti concreti già dalle prossime mensilità. A partire da marzo, infatti, gli stipendi saranno adeguati e includeranno sia gli aumenti strutturali sia gli eventuali arretrati maturati. L’incremento medio previsto è di circa 491 euro lordi al mese, per 13 mensilità.
La cifra comprende diverse componenti: l’aumento dello stipendio tabellare, la revisione delle indennità e l’adeguamento di alcuni istituti accessori. Oltre alla quota fissa, il contratto interviene su voci specifiche della retribuzione, come l’indennità di specificità medico-veterinaria e sanitaria, la retribuzione di posizione e le somme legate agli incarichi di maggiore responsabilità. In alcuni casi l’incremento può risultare superiore alla media: un direttore di struttura complessa, ad esempio in area chirurgica, potrebbe registrare un aumento mensile fino a circa 530 euro lordi.

Anche gli arretrati rappresentano una componente significativa dell’accordo. Le somme variano in base al ruolo ricoperto e possono oscillare da circa 8.700 euro per gli incarichi professionali iniziali fino a oltre 14.500 euro per le posizioni apicali di area chirurgica, al lordo di quanto già percepito come indennità di vacanza contrattuale. Secondo la Conferenza delle Regioni, il rinnovo valorizza le competenze dei dirigenti e contribuisce a rendere più attrattiva la professione, in un contesto in cui il sistema sanitario necessita di stabilità organizzativa.
Le parti sindacali favorevoli hanno inoltre sottolineato l’importanza di chiudere rapidamente il contratto per avviare il confronto sul CCNL 2025-2027, con l’obiettivo di riallineare la contrattazione al triennio di riferimento e garantire continuità ai prossimi aggiornamenti retributivi.