Bus caduto a Torino, i primi dati sull’autopsia dell’autista (2 / 2)

Tutti i testimoni oculari che hanno assistito alla straziante scena della caduta del bus, guidato da Nicola Di Carlo, nel fiume Po, in piazza Vittorio Veneto a Torino, hanno sin da subito ipotizzato che il conducente si sia sentito male.

A distanza di una settimana dall’incidente in cui Nicola ha perso la vita, i primi risultati dell’autopsia sono arrivati e parlano di malore improvviso. E’ stato proprio questo che ha colpito l’autista, come spiegato dall’avvocato Giuseppe La Rana.

“I prossimi accertamenti ne valuteranno l’intensità ed eventuali altri dettagli”, ha aggiunto il legale. Nel frattempo, la procura  ha avviato un’inchiesta e i familiari del povero conducente che ha perso la vita, hanno deciso di affidarsi all’avvocato Rana per essere tutelati durante gli accertamenti in corso.

L’autopsia è stata eseguita dalla dottoressa anatomopatologa Lucia Tattoli,  che ha ricevuto l’incarico dal pubblico ministero Rossella Salvati, alla presenza di un consulente della famiglia di Di Carlo. Al momento, la procura ha aperto un fascicolo per delitto colposo, senza indagati.

Sono troppi i punti oscuri, che dovranno essere fugati. Al momento del malore, che ha portato Nicola a compiere una manovra in retromarcia, sino a precipitare nel Po, sul mezzo non c’era nessuno oltre a lui ma sarebbe dovuto andare a prendere una scolaresca di Milano in piazza San Carlo. Capiamo bene quanto, le conseguenze, sarebbero potute essere molto più gravi, dal momento che tutti gli studenti, se si fossero trovati a bordo, avrebbero perso la vita proprio come è successo a Nicola. Il caso continua a scuotere il mondo della cronaca nazionale ed è tutto un susseguirsi di aggiornamenti. Nelle prossime ore, saremo in grado di fornirvi ulteriori sviluppi.