
Il sole di dicembre, ancora basso e pallido, accarezzava i profili delle colline umbre, avvolgendo il borgo di Narni in un’atmosfera di attesa silenziosa. Per molti era una mattinata dedicata agli ultimi preparativi prima delle festività, un giovedì scandito dal ritmo lento della provincia, dove le strade secondarie si snodano tra pareti di roccia e fitti boschi.Lungo la strada provinciale 20, quella che collega il centro cittadino alla frazione di Sant’Urbano, la normalità sembrava un velo indistruttibile. In quel tratto di asfalto che attraversa la zona di Santa Lucia, l’aria tersa e il traffico rado promettevano un viaggio breve e privo di imprevisti, simile a mille altri compiuti in passato.Due persone viaggiavano all’interno della loro piccola vettura, circondate da una quiete rassicurante, ignari che il destino stesse per cambiare marcia.
Non c’era fretta tra quelle curve familiari, solo il suono sordo delle ruote che scorrevano costeggiando il profilo scosceso della montagna, in un equilibrio perfetto che stava però per spezzarsi.Poi, in un istante che ha congelato il tempo, la traiettoria ha smesso di seguire il disegno della carreggiata. Senza una ragione apparente, senza alcun segno di frenata, la macchina ha iniziato a scivolare verso il margine, trasformando il tragitto quotidiano in una sequenza di eventi incontrollabili.
Un boato improvviso ha squarciato il silenzio della vallata, attirando l’attenzione di chi, a poca distanza, stava svolgendo le proprie commissioni quotidiane. Il colpo ha lasciato dietro di sé un vuoto assordante, mentre la polvere si alzava lentamente tra le rocce e il metallo, segnando il punto esatto in cui tutto si era fermato per sempre.L’emergenza è scattata in pochi secondi, ma il quadro che si è presentato ai primi soccorritori giunti sul posto parlava di un mistero racchiuso tra le lamiere di quella utilitaria. Restava da capire cosa avesse trasformato un tranquillo giovedì mattina in una assurdità che avrebbe lasciato l’intera comunità senza parole.

Le risposte a quell’assurdo evento sono arrivate nel primo pomeriggio, restituendo l’identità a chi ha perso la vita in quella curva. Le persone coinvolte sono Franco Bontempo, di 80 anni, e sua moglie Rita Cecchini, di 75 anni, una coppia conosciuta e stimata che stava facendo rientro verso casa lungo la SP 20.Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalla Polizia Locale e dai Vigili del Fuoco, la dinamica suggerisce una assurdità. Sembra che l’uomo, mentre era alla guida della sua Fiat Uno, sia stato colto da un improvviso malore che gli ha fatto perdere completamente il controllo del mezzo.
La vettura, diventata ingovernabile, ha prima urtato un furgone Fiat Doblò che si trovava regolarmente in sosta lungo la carreggiata, per poi finire la sua corsa contro la parete rocciosa che costeggia la strada. Lo scontro è stato talmente violento da non lasciare scampo ai due coniugi, rendendo vani i tentativi di rianimazione del personale del 118.
L’area di Santa Lucia è rimasta isolata per diverse ore per permettere i rilievi tecnici, mentre la notizia si diffondeva rapidamente a Narni, gettando nello sconforto amici e parenti. Si tratta del secondo episodio assurdo che colpisce il territorio ternano in meno di due giorni, alimentando un clima di profonda tristezza in tutto il comprensorio.Le autorità hanno ora il compito di chiudere il fascicolo sull’accaduto, mentre la comunità si stringe attorno alla famiglia di Franco e Rita, ricordandoli come due persone unite fino all’ultimo istante di questo loro sfortunato viaggio.