
La tensione divampata nello studio di Porta a porta, è legata a un acceso confronto tra il conduttore e un esponente politico ospite della trasmissione,
Il tutto è nato da una battuta che è stata interpretata come una provocazione diretta sulla gestione del dibattito e sull’imparzialità del programma. Il deputato Peppe Provenzano, durante la discussione, ha suggerito Vespa, che lo ha ritenuto reo di aver interrotto l’intervento di Lucio Malan, in quota Fratelli d’Italia, di sedersi dalla parte degli esponenti della maggioranza presenti in studio.
La reazione del giornalista è stata immediata e molto dura, con toni che hanno sorpreso anche il pubblico più abituato ai dibattiti accesi, “Mettiamoci d’accordo, lei ha parlato: lasci parlare…” gli ha detto cercando di moderare il dibattito, con Provenzano che ha risposto: “Stavamo interloquendo, siamo in uno studio democratico”. La situazione è rapidamente degenerata. “Vuole venire al posto mio?” ha chiesto Vespa sorridente, con Provenzano che ha sfruttato l’ironia del conduttore per replicare con una battuta.

Il conduttore furioso , dinnanzi a quel “non lo farei mai, forse dovrebbe sedersi da quella parte” detto dall’ex ministro per il Sud del governo Conte, ha tuonato: “Non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare! La prego, adesso stia zitto! Lasci parlare gli altri” . Dopo la trasmissione, l’episodio ha generato una forte ondata di reazioni nel mondo politico e mediatico. Da una parte c’è chi ha difeso il conduttore, sottolineando il suo ruolo nel garantire l’ordine del dibattito; dall’altra chi ha criticato duramente i toni utilizzati, ritenuti eccessivi per un servizio pubblico. Il Partito Democratico ha chiesto l’immediato intervento della Rai dopo quanto accaduto.
I componenti dem nella Commissione di Vigilanza Rai, infatti, hanno definito “inaccettabile e sproporzionata” la reazione del conduttore, chiedendo all’azienda del servizio pubblico “una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati da Vespa, che minano il ruolo imparziale della trasmissione”. La vicenda ha acceso nuovamente il dibattito sul confine tra giornalismo, conduzione televisiva e confronto politico, mostrando quanto sia sottile la linea che separa la gestione del dibattito dalla partecipazione emotiva allo stesso.