Sono ormai passati 10 giorni da quando di Kataleya Alvarez si sono perse le tracce. Era sabato 10 giugno quando della piccola non si è saputo più nulla, mentre oggi siamo già al 20. Abbiamo davvero poche certezze. Una di queste è che Kata non si trova nell’ex hotel in cui viveva con la madre e il fratello maggiore, di 8 anni.
E’ quasi certo che la bimba sia andata via dalla struttura occupata abusivamente, utilizzando un’ uscita alternativa. Da La Nazione apprendiamo che non ci sono quasi più dubbi sul fatto che Kata abbia usato il passaggio sul retro, scavalcando il muro. Ribadiamo anche che una parte degli inquirenti è convinta che la minore sia stata sequestrata, mentre il padre, Miguel Angel Romero Chicclo, nella dichiarazione rilasciata di sua spontanea volontà, al sostituto procuratore Christine von Borries, è convinto che chi ha rapito la figlia lo abbia fatto per un errore di persona.
Ma quello che, ad oggi, è fondamentale precisare è cosa è emerso dalle due maxi ispezioni, effettuate domenica 18 giugno e ieri mattina, lunedì 19 giugno, dalle forze speciali dei Carabinieri, Ros, Gis e Sis, supportate dai vigili del fuoco che si sono occupati di forzare le porte per passare al setaccio ogni singolo angolo dello stabile, fatto sgomberare in modo da cercare Kata ovunque. La conclusione cui si è pervenuto è davvero raggelante: nell’ex hotel non c’è traccia di Kata, nemmeno del suo corpo senza vita.
Andando per esclusione, non essendo stato trovato il suo corpo, è l’ipotesi del sequestro la pista principale, almeno per il momento, su cui occorrerà continuare a indagare. Lo stabile, dopo lo sgombero, è stato scandagliato in ogni suo singolo spazio, insomma nulla è stato tralasciato, anche le zone più ostiche, quelle normalmente non di passaggio. Dal seminterrato al tetto, dallo scannafosso a vani, camere e stanze di servizio; dalle aree tecniche agli elettrodomestici e impianti; tutto è stato attentamente passato in rassegna, così come pertugi, pozzi, punti di caduta o nascondigli.
Lunedì sono stati fatti arrivare anche due camion del servizio autospurghi per liberare le fosse biologiche in modo da poterle scandagliare con telecamere. Purtroppo, di Kata, nulla. La famiglia della bimba, attraverso i suoi avvocati, ha presentato formale istanza per effettuare un sopralluogo nello stabile in cui vivevano, a cui dovrebbe prendere parte, assieme ai genitori della minore, Luciano Garofano, il generale dei carabinieri in congedo, già comandante del Ris di Parma, in veste di loro consulente. Al momento alla domanda non è stata ancora data autorizzazione. L’ex hotel Astor è stato sigillato. Alcuni fabbri hanno chiuso tutte le porte e sbarrato le finestre, in modo che nessuno riesca ad entrare, violando il sequestro preventivo disposto dal tribunale. Un vigilantes privato è stato istruito dai carabinieri per lo stabile durante la notte.