
La finale della 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest si è svolta alla Wiener Stadthalle di Vienna, in Austria, davanti a milioni di telespettatori collegati in tutta Europa e non solo. A trionfare è stata a sorpresa la Bulgaria grazie alla cantante Dara e al brano “Bangaranga”, che ha conquistato complessivamente 516 punti tra giurie nazionali e televoto. Si tratta della prima storica vittoria bulgara nella manifestazione canora europea. L’artista, nata nel 1998 e già molto popolare nel suo Paese anche per il ruolo di coach a “The Voice of Bulgaria”, ha portato sul palco una performance energica e moderna, caratterizzata da ritmi ipnotici e una coreografia spettacolare. La canzone, il cui titolo può essere tradotto come “Caos”, è stata interpretata come un inno alla libertà personale e alla ribellione contro le imposizioni sociali.
Il momento più discusso della serata è stato però quello legato a Israele. L’artista Noam Bettan, in gara con il brano “Michelle”, è stato protagonista di un incredibile exploit al televoto, ricevendo ben 220 punti dal pubblico europeo. Un risultato che, per alcuni minuti, ha proiettato Israele al primo posto della classifica provvisoria. La reazione della Wiener Stadthalle è stata immediata: dagli spalti si sono levati forti fischi e contestazioni, mentre una parte del pubblico applaudiva. L’episodio si inserisce in un clima già molto teso attorno alla partecipazione israeliana all’Eurovision 2026. Fin dall’inizio della settimana, infatti, all’esterno dell’arena di Vienna si erano svolte diverse manifestazioni pro Palestina. La presenza di Israele aveva acceso un dibattito internazionale che si è inevitabilmente riflesso anche durante la finale televisiva. Nonostante le polemiche, Noam Bettan ha concluso la competizione al secondo posto con 343 punti totali.
Al terzo posto si è classificata la Romania con Alexandra Căpitănescu e il brano “Choke Me”, capace di totalizzare 296 punti. Ai piedi del podio si è fermata invece l’Australia con 287 punti, seguita dall’Italia rappresentata da Sal Da Vinci, quinto classificato con 281 punti. Per il secondo anno consecutivo l’Italia ha quindi chiuso la manifestazione in quinta posizione, replicando il piazzamento ottenuto da Lucio Corsi nell’edizione precedente. La performance di Sal Da Vinci con “Per sempre sì” è stata una delle più applaudite della serata. Sul palco l’artista italiano si è esibito circondato da effetti pirotecnici e con un abito scenico impreziosito dai colori del tricolore. Al termine dell’esibizione, visibilmente emozionato, il cantante si è commosso davanti all’ovazione del pubblico. Anche sui social network il suo nome è rapidamente diventato virale.

I risultati ottenuti da Sal Da Vinci nelle settimane precedenti alla finale confermano il crescente successo internazionale dell’artista napoletano. “Per sempre sì” ha superato quota 60 milioni di streaming complessivi sulle piattaforme digitali, raggiungendo la prima posizione nelle classifiche italiane di Spotify, Apple Music e YouTube e conquistando anche il disco d’oro. Ma è soprattutto all’estero che il fenomeno ha sorpreso osservatori e addetti ai lavori. Su Spotify il brano è entrato nella Top 10 in Lituania e nelle classifiche di Finlandia e Austria, mentre su Apple Music ha raggiunto addirittura il secondo posto a Malta, entrando anche nelle classifiche di Grecia, Belgio, Svizzera, Svezia e Paesi Baltici. Durante la finale, l’Italia ha ricevuto punti importanti da numerosi Paesi: 12 punti dall’Albania e dall’Azerbaijan, 10 da Malta, Germania, Serbia, Georgia e San Marino. Più freddi invece i voti di Svezia, Australia e Polonia.
La serata, condotta dagli austriaci Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, si è aperta con l’esibizione di JJ, vincitore dell’edizione 2025, che ha interpretato un omaggio musicale ispirato al “Flauto Magico” di Wolfgang Amadeus Mozart prima di cantare il brano “Wasted Love”. Nel corso dello show si sono alternati 25 Paesi finalisti, tra cui Danimarca, Germania, Grecia, Ucraina, Finlandia, Francia e Regno Unito. Uno dei momenti più emozionanti è arrivato durante l’intervallo prima delle votazioni finali, quando tutta la Wiener Stadthalle ha intonato “Nel blu, dipinto di blu” di Domenico Modugno, trasformando il palazzetto in un gigantesco coro collettivo. A commentare la diretta italiana sono stati Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini. Al termine della lunga notte viennese, mentre la Bulgaria festeggiava il suo primo storico trionfo, restavano negli occhi del pubblico le immagini di una finale intensa, spettacolare e segnata da emozioni contrastanti, polemiche e colpi di scena destinati a far discutere ancora a lungo.