L’influenza stagionale ha già colpito quasi un milione e mezzo di italiani in un mese, con 373mila casi registrati tra il 4 e il 10 novembre secondo il primo bollettino epidemiologico RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità. L’incidenza è in aumento, raggiungendo 6,3 casi per mille assistiti, un dato simile a quello dello scorso anno nello stesso periodo.
I bambini sotto i 5 anni risultano i più colpiti, con un’incidenza di 13,8 casi per mille. Nonostante la lieve crescita dei casi, alcune regioni come Bolzano, Basilicata e Calabria non hanno ancora attivato la sorveglianza, lasciando margini d’incertezza sulla reale diffusione. Gli esperti prevedono una stagione influenzale intensa, con un picco atteso dopo le festività natalizie.
Si stima che oltre 15 milioni di italiani potrebbero essere contagiati, sottolineando l’importanza di una forte prevenzione. La vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale per proteggere le categorie più vulnerabili, come gli over 60, le donne in gravidanza, i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e i soggetti con patologie croniche.
Quest’anno sono otto i vaccini approvati da AIFA ed EMA, aggiornati secondo le linee guida dell’OMS, ma la campagna vaccinale è partita a rilento in alcune regioni. Il vaccino è raccomandato non solo ai pazienti fragili, ma anche a chi lavora in settori di primario interesse collettivo, come medici, operatori sanitari, forze dell’ordine e vigili del fuoco. Per Matteo Bassetti è importante mettersi al sicuro con il vaccino, così da evitare di trascorrere delle feste nel peggiore dei modi, facendo aumentare i contagi.
Si raccomanda il vaccino anche a lavoratori in settori chiave, come sanitari e forze dell’ordine. Gli esperti sottolineano l’importanza di prevenzione e comportamenti responsabili per contenere l’impatto dell’influenza e prevenire il sovraccarico del sistema sanitario.