Bassetti gela gli italiani: "La peggiore influenza degli ultimi 20 anni, i sintomi" (2 / 2)

Secondo quanto si apprende dalla stampa nazionale, l’influenza stagionale che in queste settimane sta colpendo il nostro Paese è tra le peggiori che si siano mai registrate da 20 anni a questa parte. Era almeno da 15 anni che non si verificava un picco influenzale così esteso.

Molti italiani hanno trascorso difatti queste festività natalizie a letto, abbattute dall’influenza. Secondo Bassetti la stagione influenzale 2023-2024 sarà ricordata come una delle peggiori di sempre. Egli non ha dubbi su quanto stia accadendo, invitando tutti alla prudenza specie nei confronti dei fragili.

Bassetti inoltre ha affermato che il Covid non ha creato molti problemi negli ultimi tre mesi e che gli ingressi ospedalieri non erano direttamente correlati all’infezione ma ad altre patologie ovvero a “persone che si recavano in ospedale per altri motivi e successivamente risultavano positive al tampone”. Per quanto riguarda l’influenza stagionale uno studio della Queen Mary University di Londra, pubblicato sulla rivista Eclinical Medicine ha analizzato quali sintomi a lungo termine si possono manifestare anche dopo infezioni respiratorie acute che non siano necessariamente Covid.

Oggi infatti si parla anche di Long Flu e di “raffreddore lungo” ovvero di sintomi anche molto seri che si manifestano anche diverse settimane dopo essere guariti dall’infezione. I sintomi del long cold più comuni che si manifestano a distanza di oltre 4 settimane dall’infezione iniziale sono tosse, mal di stomaco e diarrea.

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“Abbiamo indagato 16 sintomi diversi segnalati nel long Covid. Tosse eccessiva, disturbi del sonno, di memoria, difficoltà di concentrazione, dolore muscolare o articolare, disturbi di gusto o olfatto, diarrea, dolore addominale, cambiamenti nella voce, perdita di capelli, battito cardiaco accelerato insolito, svenimenti o vertigini, sudorazione insolita, mancanza di respiro, ansia o depressione e affaticamento” – così ha spiegato l’autrice dello studio Giulia Vivaldi.

“Le persone con infezione precedente da SARS-CoV-2 o precedenti infezioni respiratorie acute (ARI) non Covid erano entrambe più a rischio di segnalare sintomi rispetto alle persone senza infezioni segnalate. Mentre i guariti dal Covid erano più propensi a segnalare tutti i sintomi esaminati quelle con infezioni non Covid segnalavano quasi tutti i sintomi, ad eccezione dei problemi di gusto o olfatto e perdita di capelli. I sintomi più comuni riscontrati sono tosse eccessiva e problemi gastrointestinali come diarrea e dolori addominali” – così conclude Vivaldi.