Banca Napoli: ecco chi sono i membri della banda secondo gli investigatori (2 / 2)

La notizia si concentra ora sull’intenso lavoro della polizia scientifica e dei carabinieri, che stanno setacciando ogni centimetro del percorso sotterraneo utilizzato dai malviventi. Gli inquirenti hanno accertato che il tunnel di accesso è stato scavato partendo da una sezione della rete fognaria situata a diverse decine di metri dalla banca, un lavoro che ha richiesto l’utilizzo di martelli pneumatici silenziati e una gestione accurata dello smaltimento della terra. Questo dettaglio conferma che non si è trattato di un colpo improvvisato, ma di un’opera di alta ingegneria.

Un elemento cruciale dell’indagine riguarda i rilievi effettuati sui sensori sismici della filiale, che apparentemente non hanno inviato segnali di allerta durante i lavori di scavo. Gli investigatori sospettano che la banda possa aver utilizzato dei dispositivi per la neutralizzazione elettronica dei sistemi di sicurezza, oppure che abbia agito con vibrazioni così lievi da essere scambiate per il normale traffico cittadino sovrastante. Questa capacità di eludere le protezioni più avanzate è attualmente al centro di una perizia tecnica volta a individuare eventuali falle nel software di gestione della banca.

Nello specifico, le autorità stanno analizzando i video della videosorveglianza urbana dei giorni precedenti, cercando di individuare veicoli sospetti che potrebbero aver trasportato l’attrezzatura necessaria per lo scavo. Si ipotizza che i rapinatori si siano finti operai addetti alla manutenzione dei sottoservizi per operare senza destare sospetti tra i passanti. La ricostruzione logistica dell’evento suggerisce che il gruppo avesse a disposizione una base operativa nelle vicinanze, utilizzata come deposito temporaneo per il bottino e per il cambio degli abiti da lavoro.

Arrestati due rapinatori: la notizia è stata divulgata dai Carabinieri Arrestati due rapinatori: la notizia è stata divulgata dai Carabinieri

Le indagini si estendono anche all’analisi del bottino sottratto, con l’invio di segnalazioni internazionali per tutti i preziosi e gli orologi di lusso identificabili tramite numeri di serie. La collaborazione con gli uffici antifrode delle banche è costante per monitorare eventuali tentativi di riciclaggio del denaro contante, che ammonta a diverse centinaia di migliaia di euro. La tracciabilità valori è uno dei principali oggetti di contrasto in mano agli inquirenti per stringere il cerchio attorno ai ricettatori che potrebbero essere già in contatto con la banda.

In conclusione, la caccia ai responsabili del colpo a Napoli si preannuncia lunga e complessa, richiedendo l’incrocio di dati biometrci e analisi tecnologiche di alto livello. La Procura ha aperto un fascicolo per rapina aggravata e sequestro di persona, aggravando la posizione dei ricercati. Mentre i rilievi nel sottosuolo proseguono, la città attende che la giustizia ordinaria riesca a dare un volto e un nome a chi ha trasformato le viscere di Napoli nel corridoio preferenziale per un colpo che resterà nella storia locale.