Bambola Chiara Ferragni, la no profit: "Non abbiamo ricevuto neanche un euro" (2 / 2)

Oltre al pandoro e alle uova di Pasqua messe in commercio lo scorso anno, si sta indagando anche su un altro prodotto sponsorizzato dalla Ferragni: la bambola ad edizione limitata a sua immagine e somiglianza messa in commercio nel 2019.

Anche in questo caso, si annunciava a gran voce che il ricavato delle vendite sarebbe andato all’associazione no profit americana ‘Stomp Out Bullyng‘. E’ stato davvero così? A quando pare ci sono anche questa volta dei seri dubbi sul fatto che i proventi siano stati realmente andati in beneficienza all’associazione che si occupa di bullismo

Ho deciso di fare un primo passo e associarmi a questa organizzazione no profit che si occupa di bullismo” diceva la Ferragni sui suoi profili social, aggiungendo come l’intero ricavato delle vendite sarebbe andato in beneficienza. La bambola, per la cronaca, finì sold out dopo appena poche ore, a dimostrazioni delle grandi capacità di monetizzare della nota influencer.

“Tutto raso al suolo”, affronto mostruoso a Putin: l’annuncio che fa paura “Tutto raso al suolo”, affronto mostruoso a Putin: l’annuncio che fa paura

Tuttavia, pare stiano emergendo delle clamorose novità sulla effettiva collaborazione della Ferragni con questa associazione. L’azienda controllata da Chiara Ferragni, la Tbs Crew, ha rilasciato un comunicato nel quale si legge che “i ricavati derivanti dalle vendite di tale bambola sono stati donati all’associazione “Stomp Out Bullying” nel luglio 2019 e che l’impegno nei confronti di tale associazione ha riguardato esclusivamente le vendite fatte sul canale e-commerce diretto e non anche su altri canali gestiti da terzi”. E già qui spunta un primo fraintendimento, visto che l’influencer aveva annunciato in modo molto più generico della devoluzione in beneficienza dell’intero ‘ricavato delle vendite’.

Ma non è tutto, perchè nel report annuale relativo all’anno 2019 dell’associazione sembrerebbe non comparire il nome di Chiara Ferragni o delle sue società né tra i partner né tra gli sponsor. Di questo ulteriore caso compromettente si è occupato il programma Mediaset ‘Zona Bianca’, che messosi in contatto con Ross Ellis, Ceo e fondatrice della ‘Stomp Out Bullyng’, ne ha ricevuto una risposta sconcertante: “Non sappiamo chi sia questa donna e non abbiamo mai ricevuto una donazione”. A questo punto siamo sicuro che Chiara Ferragni dovrà dare molte spiegazioni anche sul caso della bambola.