Il pomeriggio di sabato 10 giugno, giorno in cui di lei si sono perse le tracce, la piccola Kata, la bimba di 5 anni peruviane che sta tenendo con il fiato sospeso tutti gli italiani, stava giocando nella camera dell’amichetta, dentro l’ex hotel Astor, fino a quando le due bambine hanno bisticciato e si sono divise. La stanza in cui le due minori stavano giocando è situata al terzo piano, esattamente accanto all’alloggio dove, la notte tra il 27 e il 28 maggio, l’ecuadoregno “volò” dalla finestra della stanza al terzo piano, affacciata su via Maragliano, in cui viveva con la fidanzata peruviana.
“Volevano mandarmi via da quella stanza perché io non pagavo”, ha detto lo scorso 31 maggio al pm Christine Von Borries (dieci giorni prima della scomparsa di Kata) l’ecuadoregno, in un verbale di sommarie informazioni che è anche una querela. L’ecuadoregno ha fatto dei nomi agli inquirenti e per quell’episodio ci sono degli indagati. Tra i nomi da lui forniti, vi è quello di Carlos, il referente dell’occupazione per quanto riguarda i sudamericani.
Secondo quanto da lui riferito, ad entrare in azione, per la questione del racket degli affitti, ci sarebbero stati molti altri, armati di mazze da baseball, alcuni non occupanti dello stabile, che intervenivano al momento del bisogno L’ecuadoregno, dimesso dall’ospedale, è rientrato nello stabile dei misteri, quello da cui Kata è scomparsa.
Il 10 giugno pomeriggio, quando la mamma si è accorta della scomparsa della bambina, alcuni componenti della famiglia di Kata sarebbero piombati nella camera dell’ecuadoregno, ritenendo che avesse preso lui la piccina. Come se la vicenda non fosse già abbastanza complessa, ieri, nella maxi perlustrazione dei reparti speciali dei carabinieri all’Astor, è stata individuata un’altra telecamera, appartenente una ditta di via Monteverdi, confinante con il cortile dell’Astor, esattamente il cortile in cui, sulla base di un paio di testimonianze, un adulto avrebbe afferrato la piccola Kata. Si tratta di un punto in cui il muro è molto alto, anche se una montagna di rifiuti, collocati sotto al muro, avrebbe potuto facilitare lo scavalcamento.
La domanda degli inquirenti è: il rapitore o i rapitori sono scappati da lì? Quella telecamera ha ripreso qualcosa? E’ su questo che si deve trovare urgentemente una risposta, oltre a dover escludere del tutto che Kata sia ancora nello stabile.