Da quanto si è potuto apprendere dai media italiani in queste ore, per una babysitter 36enne che svolgeva il suo servizio in una famiglia della zona di Portogruaro, le cose non si sono messe affatto bene. La donna è accusata infatti di aver usato qualche tipo di violenza contro un bimbo di otto mesi.
Ad accorgersi che qualcosa non andava per il verso giusto è stata proprio la madre del bimbo, che un giorno, nel 2019, quando tornò a casa trovò il bimbo con alcuni lividi alle braccia e alla testa. Per la locale Procura non ci sono dubbi: sarebbe stata la babysitter, originaria di San Michele al Tagliamento, a provocare i lividi al bimbo.
Non solo: la donna è stata accusata anche di aver maltrattato gli altri due fratellini del bimbo di otto mesi, accusa che però, lo precisiamo, è decaduta in quanto almeno per questa circostanza secondo i magistrati i fatti non sussistono. Ma i legali della babysitter non si arrendono.
“Siamo pronti a ricorrere in appello” – così annuncia Matteo Liut, avvocato difensore della donna. “Ci batteremo per dimostrare che la mia assistita non ha mai picchiato il piccolo, ma gli ha solo fatto dei piccoli succhiotti al braccio” – queste le parole dell’avvocato.
Le indagini effettuate dalla Procura di Pordenone, competente per territorio, hanno portato ad oggi a derubricare l’accusa nei confronti della babysitter da maltrattamenti in famiglia ad abuso dei mezzi di coercizione. La donna è stata condannata comunque a tre mesi e con pena sospesa e la non menzione per il solo bimbo di 8 mesi. Ma i legali hanno fatto sapere appunto che la battaglia continuerà nelle sedi giudiziarie, in quanto la loro assistita non avrebbe appunto mai picchiato neanche il bimbo di 8 mesi.