
Il conto alla rovescia per l’Assegno Unico 2026 è ufficialmente iniziato e ovviamente cresce la curiosità delle famiglie italiane in merito alle scadenze e alle modalità di pagamento.
Va precisato che non serve presentare una nuova domanda, ma il rinnovo dell’ISEE entro il 28 febbraio è il passaggio obbligato per non perdere i propri diritti. Senza la nuova certificazione, l’Inps applicherà automaticamente l’importo minimo previsto dalla legge, penalizzando chiunque superi i parametri di reddito base.A partire dal mese di marzo, chi non avrà regolarizzato la propria posizione vedrà scattare il taglio dell’assegno, che scenderà ai livelli base stabiliti per i redditi più alti.
C’è però una finestra di recupero: presentando la DSU entro il 30 giugno, le famiglie potranno ottenere gli arretrati per le somme perse nei mesi precedenti.Oltre alle scadenze tecniche, il governo deve affrontare il pressing della Commissione Europea, che ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il motivo del contendere risiede nel requisito dei due anni di residenza in Italia, considerato discriminatorio per i lavoratori mobili europei e in contrasto con la libera circolazione.

Se la Corte dovesse dare ragione a Bruxelles, l’Italia sarebbe costretta a modificare radicalmente i criteri di accesso, estendendo la platea dei beneficiari e aumentando i costi per le casse dello Stato. Questa eventualità mette a rischio l’attuale struttura della misura, poiché il reperimento di nuove risorse potrebbe portare a una revisione complessiva degli importi erogati.
In attesa di questa sentenza cruciale, l’invito per i genitori è di rivolgersi immediatamente ai CAF o utilizzare il portale Inps per aggiornare i dati. Solo un’azione tempestiva garantirà che il sostegno economico per i figli rimanga intatto, proteggendo il reddito familiare dalle insidie di una burocrazia che non fa sconti.