Assegno unico cambia tutto, arriva la beffa delle famiglie. Chi può averlo (2 / 2)

Da febbraio entrano in vigore i nuovi importi dell’Assegno Unico Universale (AUU), aggiornati dall’INPS con una rivalutazione dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Gli adeguamenti riguardano tutte le famiglie beneficiarie, mentre le mensilità di gennaio saranno corrisposte con i nuovi valori a partire dal pagamento di marzo.

Anche per i pagamenti di febbraio, previsti tra il 19 e il 20, l’ISEE preso in considerazione sarà quello valido al 31 dicembre 2025. Dal mese di marzo, invece, sarà possibile usufruire del nuovo ISEE agevolato, specifico per le prestazioni assistenziali, per calcolare eventuali importi superiori. Le maggiorazioni previste dall’INPS comprendono sia gli adeguamenti automatici legati all’inflazione, sia incrementi aggiuntivi legati a determinate caratteristiche dei nuclei familiari.

Ad esempio, le famiglie con figli sotto un anno vedranno un aumento del 50% sull’importo base per ciascun bambino. Stessa maggiorazione si applica ai nuclei con almeno tre figli e ISEE entro la fascia massima, per i bambini tra uno e tre anni. Le famiglie con quattro o più figli beneficeranno inoltre di una maggiorazione forfettaria di 150 euro. Non è necessaria una nuova domanda per continuare a ricevere l’assegno nel 2026: il beneficio viene erogato automaticamente a chi ha una pratica già accolta.

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È però obbligatorio segnalare variazioni significative, come la nascita di un figlio o il raggiungimento della maggiore età dei figli, per garantire la continuità del sussidio. Chi non aggiornerà l’ISEE entro marzo continuerà a ricevere l’assegno, ma con importi ridotti. La presentazione della DSU 2026 entro il 30 giugno permetterà invece il ricalcolo retroattivo delle somme spettanti e il pagamento degli arretrati. Ottenere l’ISEE è oggi semplice grazie alla DSU precompilata, disponibile sia sul Portale unico ISEE sia tramite l’app INPS Mobile, che semplifica la raccolta dei dati già in possesso dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda gli importi, la rivalutazione modifica le fasce ISEE e i valori dell’assegno base. La prima fascia passa da un reddito massimo di 17.227,33 euro a 17.468,51 euro, con l’importo minimo che sale da 201 a 203,8 euro. Le maggiorazioni fisse, come quelle per figli con disabilità o per madri under 21, vengono anch’esse adeguate: ad esempio, il bonus per figli non autosufficienti aumenta da 120,6 a 122,3 euro. Incrementi analoghi riguardano altre maggiorazioni variabili in base all’ISEE, garantendo un sostegno più consistente alle famiglie nel 2026.