
Il sistema di riconoscimento dell’invalidità civile in Italia si prepara a una svolta profonda. Le nuove disposizioni normative introdotte nel 2024 stanno ridisegnando l’intero iter di accertamento, con l’obiettivo dichiarato di rendere le procedure più snelle, digitalizzate e uniformi su tutto il territorio nazionale.
Per chi deve presentare domanda o è in attesa di revisione, diventa fondamentale conoscere le scadenze e adeguarsi entro il 28 febbraio 2026, data chiave nella fase di transizione. Il cambiamento principale è arrivato con il decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, in vigore dal 30 giugno scorso. La riforma ha attribuito all’INPS il ruolo esclusivo nella gestione dell’intera procedura di riconoscimento della disabilità, superando il precedente sistema frammentato.
Non solo: viene ridefinito anche il concetto stesso di “condizione di disabilità” e di “persona con disabilità”, con un approccio più ampio e centrato sulla valutazione complessiva della persona. Il nuovo modello introduce due passaggi fondamentali: una valutazione di base sanitaria e una successiva valutazione multidimensionale, necessaria per costruire un progetto personalizzato orientato all’autonomia e alla vita indipendente.

Tutto il percorso sarà improntato alla digitalizzazione, con archiviazione telematica dei documenti e maggiore integrazione tra enti coinvolti. Dal 1° gennaio 2025 la riforma è partita in via sperimentale in nove province – tra cui Brescia, Firenze, Perugia e Salerno – mentre nel resto d’Italia resta temporaneamente in vigore il sistema attuale, come chiarito dalla circolare INPS n. 42 del 17 febbraio 2025. L’estensione definitiva delle nuove regole su scala nazionale è prevista dal 1° gennaio 2026.
Fino ad allora, le domande seguiranno un iter articolato in quattro fasi: accertamento sanitario, concessione del beneficio economico, eventuali revisioni e contenzioso. Per evitare ritardi o problemi nell’erogazione dell’assegno di invalidità, è quindi essenziale verificare la propria posizione e rispettare le nuove disposizioni entro la scadenza prevista. La riforma promette maggiore efficienza, ma richiede attenzione e tempestività da parte dei cittadini.