Assegno di invalidità, cambia tutto: ecco cosa fare entro aprile 2026 (2 / 2)

Il mese di   2026 si apre con novità importanti che potrebbero interessare migliaia di cittadini. Tra annunci e circolari ancora poco chiari, molte persone attendono aggiornamenti che potrebbero cambiare la loro quotidianità. Ma cosa si nasconde davvero dietro queste comunicazioni ufficiali?

La conferma è arrivata con la pubblicazione della Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, che ha ridefinito gli importi e i limiti di reddito per le prestazioni legate all’invalidità civile per l’anno 2026.Questo documento è fondamentale perché aggiorna le cifre in base all’inflazione e ai criteri di perequazione stabiliti dal Ministero dell’Economia.

Per molte categorie di beneficiari, l’assegno di invalidità, la pensione o le relative indennità sono state aumentate, sebbene con incrementi contenuti rispetto alla salita del costo della vita. L’aumento dell’importo previsto si basa su un indice di perequazione che per il 2026 è stato fissato intorno all’1,4%, il risultato delle variazioni dei prezzi rilevate dall’ISTAT.Un punto centrale della novità è che l’INPS ha stabilito nuovi criteri per l’assegno ordinario di invalidità contributivo, portando l’importo di base mensile fino a una cifra superiore rispetto agli anni precedenti — con possibilità concrete di raggiungere i 611 euro mensili. La misura riguarda anche persone che inizialmente erano state escluse in passato, grazie alla rivalutazione integrata a criteri più inclusivi.

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Oltre all’assegno base, va ricordato che alcune prestazioni collegate — come l’indennità di accompagnamento — rimangono non soggette a limiti di reddito, il che significa che spettano a prescindere dal reddito del beneficiario, a differenza di altri assegni dove il reddito personale o familiare può influire.

Questa novità ha una particolare rilevanza sociale: molte persone con invalidità totale o parziale che prima non raggiungevano determinate soglie di reddito o che erano state escluse da integrazioni minime ora possono beneficiare di una tutela economica più forte. Gli esperti, tuttavia, ricordano che le regole e i criteri per accedere a queste prestazioni restano rigorosi e richiedono una precisa verifica dei requisiti da parte dell’interessato.In definitiva, il 2026 porta con sé un’importante fase di adeguamento degli assegni di invalidità e delle pensioni correlate: un passo in avanti per molti, ma con ancora margine di dibattito e possibilità di ulteriori adeguamenti nei prossimi mesi.