I carabinieri, su mandato della Procura, ieri hanno perquisito l’abitazione di Andrea Sempio. Ovviamente il clamore della notizia è stato fortissimo. Gli inquirenti mettono nero su bianco quali sono i loro obiettivi , ossia che le ricerche che vengono disposte sono capillari e finalizzate a rivenire corpi del reato e/o cose pertinenti al reato.
Ma cosa stanno cercando, nello specifico? Documenti cartacei e/o informatici, come, per esempio, fotografie, filmati, file audio, appunti, chat ed email relativi al periodo in cui sono successi i fatti e/o comunque utili a ricostruire i rapporti tra Chiara Poggi, Sempio e la sua cerchia di amici, le sue abitudini di vita, la frequentazione di casa Poggi e qualsiasi altro elemento che possa servire a collocare Sempio sulla scena criminis.
In nove ore, i carabinieri hanno portato via uno scatolone pieno di cose, ossia di elementi, su cui lavorare. La stessa cosa hanno fatto nell’abitazione dei genitori di Andrea, situata a Garlasco e in quelle dei suoi due amici, compagni anche di Marco Poggi, fratello di Chiara.
Va precisato che né i genitori né gli amici sono indagati ma che i loro appartamenti sono stati perquisiti solo perché persone vicine a Sempio. Dalla stampa apprendiamo che, nel decreto di perquisizione che ha riguardato l’abitazione di Sempio e dei due amici, è citata proprio la relazione sul presunto match della traccia biologica, firmata dal genetista Carlo Previderé nella consulenza tecnica voluta dalla Procura pavese.
Sono citati, inoltre, gli atti di indagine “in particolare, i tabulati telefonici dell’utenza Poggi (abitazione), le sommarie informazioni assunte da Andrea Sempio, nonché dai suoi familiari e amici e i verbali di sommarie informazioni assunte dai genitori dell’indagato” e “il verbale di interrogatorio reso da Sempio nell’ambito del procedimento penale del 2016” che è terminato con l’archiviazione delle accuse come chiesto dalla Procura pavese.