
La partecipazione elevata al referendum sulla giustizia è super attenzionata dagli osservatori che vedono in essa un riflesso del clima generale che si respira tra gli italiani.
Il fatto che abbia vinto il no , per parecchi, rappresenta un messaggio più ampio, rivolto alla politica nel suo complesso. Di sicuro, il risultato complessivo del referendum ha avuto consistenti ripercussioni sugli equilibri tra maggioranza e opposizione, e risuonano con forza le parole del sindaco di Milano Beppe Sala.
Il primo cittadino ha precisato che la questione delle alleanze sarà “un problema del candidato sindaco del centrosinistra” e che chi verrà dopo di lui “farà quel che vorrà”, lasciando intendere una distanza netta dalle dinamiche del cosiddetto campo largo. E’ covinto che il centrosinistra sia ancora competitivo, sottolineando che “il voto al Referendum sulla giustizia è stato un voto politico più che partitico”.

Con un’ottica ancora più lungimirante, alle Regionali del 2028, Sala ritiene che “il centrosinistra ha le carte per vincere”, purché si presenti unito e con un programma forte.
Sala ha dichiarato che non parteciperà alle primarie, escludendo “certamente” anche un ruolo da federatore nazionale. E questa decisione si fa già pesantemente sentire sugli equilibri interni al PD.