Alice Di Vita, il cellulare passato al setaccio: la zia rompe il silenzio (2 / 2)

Gli investigatori stanno verificando come e quando la ricina possa essere entrata in contatto con  Sara e Antonella, mentre in queste ore,   si vaglia anche l’ipotesi che l’esposizione al veleno possa essere avvenuta in  momenti diversi e in più fasi.

Attraverso testimonianze e ricostruzioni, gli inquirenti stanno cercando di capire se si sia trattato di un evento accidentale oppure di un’azione deliberata e pianificata. Tra gli atti più importanti figura l’acquisizione e l’analisi di dispositivi elettronici appartenenti ai membri della famiglia.   In questo scenario, l’analisi tecnica  sullo smartphone di  Alice Di Vita,  la figlia diciannovenne unica sopravvissuta, diventa il passaggio cruciale per mappare ogni istante di quei giorni sospetti.

Il cellulare è stato sequestrato il 18 aprile e servirà, passato al setaccio, a ricostruire i movimenti della 19enne,    i rapporti familiari, i contatti esterni.   . Gli investigatori della Squadra Mobile cercano tracce nelle chat, nelle e-mail e soprattutto nella cronologia di navigazione: l’asse dell’inchiesta potrebbe spostarsi, qualora risultassero  ricerche su sostanze tossiche o sulla pianta del ricino.

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Va precisato, a scanso di equivoci, che  Alice non è indagata,  ma che la sua posizione di testimone oculare e unica “miracolata” della famiglia la pone inevitabilmente al centro degli accertamenti tecnici. Parallelamente, gli esperti stanno riesaminando campioni biologici e referti medici già acquisiti, con l’obiettivo di individuare eventuali incongruenze o dettagli trascurati nelle prime fasi dell’inchiesta. Si tratta di accertamenti considerati fondamentali per la ricostruzione dei fatti.

La zia di Gianni Di Vita, madre di Laura Di Vita,  all’uscita dalla Questura di Campobasso, ha dichiarato:  «In famiglia non crediamo al delitto, per noi non sono state uccis*, è stato un incidente».  Le autorità non escludono nuove iscrizioni nel registro degli indagati, segno che il quadro investigativo è ancora in evoluzione. Ogni nuova testimonianza potrebbe aprire scenari diversi e modificare la lettura complessiva della vicenda. La complessità del caso ha inoltre portato a un prolungamento dei tempi tecnici per le analisi medico-legali, a conferma della delicatezza delle verifiche in corso. Gli inquirenti restano cauti, ma determinati a chiarire ogni aspetto di una storia che continua a sollevare interrogativi inquietanti.