Alessia Pifferi, sta succedendo in carcere: la notizia poco fa (1 di 2)

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Ha sconvolto l’Italia intera la storia della piccola Diana Pifferi, di soli 18 mesi, ritrovata cadavere nell’appartamento di via Parea, nel quartiere di Ponte Lambro, in pieno luglio.

La bimba è stata lasciata lì, in un lettino da campeggio, con accanto solo un biberon di latte, dalla madre Alessia Pifferi, 37enne, rinchiusa dal 21 luglio nel carcere di Rebibbia.

Dopo il rinvenimento del corpicino senza vita di questo scricciolo così fragile e indifeso, morto di stenti, 2 giorni prima della macabra scoperta, è emersa fuori una verità a dir poco agghiacciante.

La madre l’ha abbandonata per 6 giorni, considerandole un intralcio alla sua vita, alla sua nuova relazione, ha preso il suo trolley e e si è recata dal compagno 58enne di Leffe, in provincia di Bergamo, perfettamente consapevole che, al suo rientro, Diana potesse essere morta.

Ora su di lei pende un’accusa gravissima: quella di omicidio volontario aggravato, ma la sua posizione potrebbe appesantirsi ulteriormente sia perché, circa una settimana fa, è stata avanzata l’ipotesi di maltrattamenti gravi pregressi ai danni della piccola e abbandono di minore, sia per l’esito degli esami sul contenuto del biberon, che potrebbero rivelare che a Diana sono stati somministrate gocce di benzodiazepine per tenerla buona. A quel punto per lei scatterebbe l‘ergastolo.