Secondo la difesa, che assiste la Pifferi, Alessia sarebbe affetta da un problema cognitivo abbastanza grave e non riuscirebbe a comprendere le conseguenze delle sue azioni. In pratica per i legali Alessia è come se avesse una mente da bambina.
Ricordiamo che Alessia è accusa di delitto pluriaggravato nei confronti della figlioletta Diana, di soli 18 mesi. Adesso il pm Francesco De Tommasi ha contestato la relazione delle psicologhe, affermando che la Pifferi non sia affetta da nessun problema cognitivo.
Insomma il suo sarebbe stato un gesto deliberato. “Alessia Pifferi è stata influenzata nel fornire una versione differente rispetto a quella che spontaneamente ha dato all’inizio” – così ha detto il pm De Tommasi, per il quale “non si è trattato di un percorso di assistenza per la detenuta, ma di un percorso di revisione dei fatti come se fossero consulenti privati della difesa”.
L’avvocatessa Alessia Pontenani ha inviato poi la stessa Procura ad aprire un fascicolo di inchiesta sulle esperte. La situazione giudiziaria per la Pifferi è molto grave, in quanto se risulterà effettivamente l’unica responsabile del decesso della piccola Diana rischia l’ergastolo in quanto a seguito dell’abbandono un minore ha perso la vita.
Secondo la Procura la donna punterebbe proprio a rimuovere l’accusa in questione, forse proprio per evitare l’ergastolo.
L’inizio dei lavori a cui parteciperanno anche i consulenti della Procura e della difesa inizieranno il prossimo 27 novembre, mentre entro 90 giorni si dovranno depositare, come da norma, le motivazioni. L’udienza in cui comincerà la discussione dei risultati è prevista per il 4 marzo 2024.