Alessia Pifferi, è successo in carcere: condizioni di salute molto preoccupanti (1 di 2)

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Al momento dell’arresto Alessia Pifferi, si è definita una buona madre, seppur consapevole che la figlia Diana, al suo ritorno, l’avrebbe potuta trovare morta. In effetti, non ci vuole poi così tanto a immaginare che quel piccolo scricciolo sia morta per stenti, senza cibo e acqua.

Un orrore che fa rabbia. Perché Diana non doveva fare quella fine e sarebbe potuta finire tra le braccia di una famiglia che l’avrebbe amata incondizionatamente.

Purtroppo il destino spietato ha voluto che morisse nel lettino da campeggio; quello in cui è stata ritrovata dalla madre assassina, con accanto un biberon contenente tracce di latte e con la paura, palesata dagli inquirenti che si stanno occupando del caso, che possa essere stata sedata con benzodiazepine.

Quest’ipotesi ha preso sempre più piede sulla base dei racconti dei vicini che in 6 giorni non hanno sentito nemmeno un pianto provenire dall’abitazione di via Parea.

Com’è possibile che la bimba, in preda alla fame e alla sete, col caldo rovente di questi giorni e senza nemmeno uno spiffero che le avrebbe consentito un riverbero d’aria, non ha emesso nemmeno un urlo, un grido, un pianto?