A poche ore dalla scoperta del corpo senza vita e fatto a pezzi di Alessandro Venier, emergono dettagli sempre più sconvolgenti di ciò che la madre, Lorena Venier, e la compagna, Marylin Castro Monsalvo, reo confesse, hanno commesso.
Il corpo era stato sezionato in tre pezzi con un’ascia, per poi essere riposto nel contenitore, ricoperto con della calce viva per evitare che il cattivo odore con il passare del tempo potesse insospettire i vicini. Le due donne, hanno confessato ai carabinieri, di aver avuto un litigio 2-3 giorni prima del delitto.
Prima che gli venisse tolta la vita, potrebbe essere stato stordito, dunque reso inoffensivo, con dei farmaci, peraltro facilmente reperibili, dal momento che la compagna di Alessandro aveva una depressione post partum e li assumeva. Dietro il delitto potrebbe esserci il movente idi una promessa mancata, in quanto pare che il Venier avesse assicurato di preparare la cena, che non ha poi realizzato.
Da qui, il rimprovero delle due donne, degenerato in litigio, sino al delitto. Questo è ciò che gli inquirenti suppongono, ma non si sa se sia stato lui a perdere il controllo per primo, o se madre e compagna. In queste ore, chi indaga continuerà a far luce sulla vicenda, di quelle che sono arrivate come un fulmine a ciel sereno sul fronte della cronaca, diventando tra le più efferate dell’ultimo periodo.
Tra le mura domestiche c’era tanta tensione, e le due criticavano Alessandro in quanto disoccupato, che non aiutava in casa. Ma queste, al momento, sono solo supposizioni. La procura di Udine sta indagando, senza lasciare nulla al caso, in attesa dell’interrogatorio delle due reo confesse che potranno ricostruire l’accaduto, sulla base della loro versione dei fatti.