Alessandro Impagnatiello è un barman di 30 anni molto noto tra i frequentatori della movida milanese, in quanto ha lavorato in locali di prestigio come l’Armani Bamboo Bar. Impagnatiello viveva a Senago con Giulia Tramontano, che tra qualche mese avrebbe dato alla luce il loro bambino. Il gip di Milano, Angela Minerva, nel convalidare il fermo e disporre la custodia cautelare in carcere per Alessandro Impagnatiello, ha escluso l’aggravante della premeditazione. Il 30enne è accusato di aver ucciso Giulia Tramontano, la sua fidanzata al settimo mese di gravidanza, accoltellata più volte sabato sera scorso nel loro appartamento di Senago, nel Milanese.
Da mercoledì 31 maggio, il 30enne reo-confesso del femminicidio della sua compagna, si trova nel carcere milanese di San Vittore e su di lui pendono accuse pesantissime: omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza senza consenso. Nella casa circondariale, il 30enne si trova nel reparto dei detenuti a rischio: Impagnatiello potrebbe essere aggredito dagli altri detenuti, per questo è in una zona speciale del carcere di San Vittore. Come noto, anche tra i detenuti vige una sorta di legge d’onore in cui i bambini e le donne non si toccano…proprio quello che il 30enne ha commesso. E’ evidente che c’è il rischio notevole che possa subire ritorsioni da parte di altri carcerati.
Ricordiamo che è stato lui stesso, crollato il suo castello di bugie e avendo intuito perfettamente che ormai il cerchio degli inquirenti si era ristretto attorno al suo nome, a confessare di aver tolto la vita alla compagna con diversi fendenti perché stressato della doppia vita che faceva. Da un anno portava avanti una doppia relazione con una collega, barista, 23enne, italo-inglese e la stessa aveva avuto, nelle ore precedenti il femminicidio, un incontro chiarificatore proprio con Giulia.
Per gli inquirenti, dopo averlo ascoltato tutta notte per ore, Alessandro Impagnatiello è un “narcisista manipolatore” che, prima di togliere la vita alla Tramontano, aveva provato a evitare che lei lo lasciasse, facendola sentire la ragazza in colpa, come traspare dai messaggi inviati alla 29enne con su scritto: “Mi stai lasciando? Ma che madre sei?“. In contro-riposta, Giulia gli aveva detto chiaramente: “Non sono felice e vorrei ritrovare la mia tranquillità. Basta, accetta la mia decisione. Non voglio più stare al fianco della persona sbagliata”.
La ragazza aveva precisato: “Non voglio più che tu sia il mio compagno, così da non aspettarmi più nulla e trovare la mia pace. Condividiamo una casa finché sarà necessario”. Impagnatiello, a quel punto, mirava a crearle sensi di colpa, dicendole: “che madre sei se mi lasci prima che nasca il nostro bambino?”. Intanto cresce l’attesa per domani, martedì 6 giugno, giorno in cui corpo di Giulia Tramontano. verrà effettuato l’esame autoptico.