Alessandra, l’ultimo messaggio prima di essere uccisa è un colpo al cuore (1 di 2)

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Massacrata a martellate. Questa è stata l’orribile fine di Alessandra Matteuzzi, una donna bolognese di 57 anni, uccisa a colpi di martello e mazze dall’ex compagno, molto più giovane di lei, con il quale aveva avuto una breve relazione.

Il killer, Giovanni Padovani, ex modello e calciatore in serie C e D, che da tempo lavorava in Sicilia, ha lasciato l’isola, diretto per Bologna, appostandosi sotto l’appartamento di Alessandra, in attesa del suo rientro.

L’ha aspettata per circa 2 ore, fino a quando lei è arrivata ed è iniziato un accesso scontro verbale. Ma, in pochi istanti, quel litigio è sfociato in femminicidio. Si, perché Alessandra non ha avuto il tempo di sottrarsi alla furia del suo assassino che un tempo l’aveva amata.

E’ stato un uomo, residente nel suo stesso stabile, a sentire le urla strazianti della donna e ad allertare i soccorsi ma Alessandra non ce l’ha fatta, è deceduta poco dopo l’arrivo in ospedale a causa di un trauma cranico fortissimo e a delle ferite gravi, nonostante i medici abbiano fatto il possibile per salvarla.

L’ennesimo caso di femminicidio, il 77esimo dall’inizio di quest’anno. Continua ad espandersi l’elenco delle donne uccise, nella maggior parte dei casi, tra le mura domestiche o comunque da ex che, per gelosia o per non accettazione della fine della relazione, seguendo l’aberrante motto “o mia, o di nessun’altro”, hanno pensato che la strada migliore fosse sbarazzarsi di quella che era stata la loro compagna.