Alemanno, la notizia improvvisa dal penitenziario: "Trovato senza…" (2 / 2)

Affari italiani, nostro sito di riferimento per la stesura del pezzo, ha fornito  la  testimonianza di Alemanno,  recluso a Rebibbia dal 31 dicembre,   in una sorta di diario, giunto alla sua seconda puntata.  Il politico ha raccontato che a coloro che sono in cella da più tempo viene riconosciuta piena autorità sulle regole comuni, indipendentemente dal titolo di studio e che esse riguardano la pulizia,  la preparazione dei pranzi,  il lavaggio dei piatti.

In ogni cella ci sono  6 brande a castello,   con il wc  situato nella stessa stanza in cui si cucina  e  un lavandino senza acqua calda. Non ci sono, dice Alemanno, condizionatori quando fa caldo.   In ogni cella c’è almeno un detenuto che si improvvisa  come cuoco e nessuno,  pur entrando con atteggiamento autoritario, può sottrarsi a quelle regole rigidissime.

Alemanno è recluso al   Reparto 2B ,  in uno dei due corridoi del secondo piano) el Braccio G8 del penitenziario di  Rebibbia Nuovo Complesso. Se i detenuti si incontrato, si salutano sempre nei corridoi, all’aria, nella doccia, nelle sale comuni,  tutti sono cortesi a vicenda.

I detenuti  effettuano ogni attività che possa servire ad ammortizzare il tempo in cella. Alemanno difatti ha dichiarato: ” C’è voglia di partecipare, non di tutti, perché c’è anche chi si lascia andare e diventa un morto vivente. Ma questa voglia c’è e certe volte è sinceramente commovente. Ne sono testimoni tutti i volontari, i docenti e gli operatori esterni che cercano di organizzare le diverse attività”.

Il  fatto di vivere l’esperienza da reclusi in comunità dovrebbe  tendere al  fine  “rieducativo” di cui parla l’Art. 27 della Costituzione.  Proprio per questo Alemanno si batte ai fini della rieducazione all’accesso alle pene alternative.  Si riferisce a chi fa le leggi  di chi le deve applicare, che può e deve fare di più.