Agenzia delle entrate ha diffuso una circolare: ecco cosa fare (2 / 2)

Questo 2024 è giunto già al quarto mese dell’anno, per cui sta avanzando ad una velocità impressionante. Ecco arrivare una novità molto importante in quanto l’Agenzia delle entrate, tramite un’apposita circolare, ha comunicato che ogni lavoratore dipendente può ricevere un bonus esentasse fino a 2mila euro sotto forma di fringe benefit, ovvero di welfare aziendale.

A cosa gli serve? Beh, per un sacco di adempimenti che non possono essere disattesi, ad esempio per pagare le bollette,  l’affitto o il mutuo sulla prima casa. Il bonus vale fino a mille euro per chi non ha figli a carico e fino a 2mila euro per coloro che, invece, hanno figli a carico. Nella circolare emessa dall’Agenzia delle entrate viene specificato che non hanno tutti diritto al bonus, ma  è il datore di lavoro  a decidere, dunque è rimesso alla discrezionalità dello stesso o agli accordi contrattuali aziendali.

Il fringe benefit riguarda i lavoratori dipendenti, oltre che quelli con reddito di lavoro assimilato come i co.co.co., i collaboratori a progetto. I lavoratori che non hanno figli a carico, possono ricevere bonus fino a 1000 euro annui che non vanno a far parte del loro reddito, per cui esentasse, mentre chi ha figli a carico può arrivare fino a 2mila euro in un anno senza che ci siano modifiche all’Irpef, ossia all’Imposta sul reddito delle persone fisiche.

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Se entrambi i genitori sono dipendenti, pur essendo il loro figlio è a carico di uno solo dei due, entrambi hanno diritto a ottenere il massimo dell’importo. Il concetto di figlio a carico, per la legge italiana, prevede che abbia meno di 24 anni e che abbia un reddito inferiore ai 4mila euro annuali. Al di sopra dei 24 anni, invece, un figlio si può considerare a carico se il suo reddito non va oltre i 2.840,51 euro.

Una novità molto importante del governo Meloni, per il 2024 è che la soglia di esenzione dalla tassazione dei fringe benefit è stata innalzata da 258,23 euro annui fino a 2 mila euro annui. Se si supera la soglia, invece, l’intera somma va considerata parte del reddito e quindi bisogna pagare un’Irpef più alta.