“Addio piccolo angelo”. Il piccolo Ettore è morto a soli 4 anni (1 di 2)

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Mi è capitato, per lavoro, in questi anni, di entrare in un reparto oncologico pediatrico e il mio cuore è rimasto pietrificato. Ho ascoltato, intervistato, storie di genitori orfani.

Hanno perso i loro bambini, strappati via dal loro amore a causa di un brutto male, contro il quale, da piccoli grandi guerrieri, hanno combattuto sino a quando il loro cuore ha smesso di battere.

Difficile descrivere cosa si prova dinnanzi a questi piccoli, con le flebo attaccate alle braccine, senza più capelli, mentre accennano un sorriso, colorano, giocano, cercando di condurre una vita il più normale possibile.

Purtroppo capiscono perfettamente cosa sta succedendo, sono coscienti, mentre ostentano un sorriso, velato dagli occhi carichi di tristezza. Io questo l’ho letto perfettamente nei loro sguardi, pieni di paura per quello che potrebbe accadere.

In diversi ce la fanno. Per altri, invece, è il mostro ad avere la meglio, gettando nello sconforto i familiari che non si danno pace alla sola idea che il loro piccolo non ci sia più, proprio come accaduto ai genitori orfani del piccolo Ettore.