Addio al Reddito di cittadinanza: la notizia poco fa (2 di 2)

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La Meloni, qualche giorno fa, nel discorso programmatico alla Camera, ha parlato proprio del reddito di cittadinanza e queste sono state le sue dichiarazioni: “Vogliamo mantenere e, dove possibile, migliorare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili non in grado di lavorare”, mentre “per chi è in grado di lavorare, la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza, ma il lavoro“.

La premier ha una sua ben precisa concezione del Rdc, ritenendo che “per come è stato pensato e realizzato” ha rappresentato “una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l’Italia, oltre che per se stesso e per la sua famiglia”. Il governo, con molta probabilità, interverrà con modifiche pesanti su questa misura, anche se, nel programma di Fratelli d’Italia, partito di cui Giorgia è leader, era prevista l’abolizione di tale misura e l’introduzione di un nuovo strumento che tutelasse disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico; insomma tutti i soggetti fragili.

Di sicuro il Rdc, per come oggi si presenta, non va bene alla maggioranza. Secondo la Meloni chi è occupabile, va sostenuto, con percorsi di formazione e di accompagnamento al lavoro. Per quelli che possono lavorare, si potrebbe decidere di ridurre il numero di volte in cui è possibile rifiutare l’offerta di lavoro prima di perdere il reddito oppure modificare i criteri per stabilire se un’offerta di lavoro è congrua (oggi deve trovarsi entro 80 km di distanza dalla residenza di colui che percepisce la misura).

Oppure, se si prendesse alla lettera quando detto da Meloni, si potrebbe trasformare il Rdc in una misura che esclude chi è ritenuto abile al lavoro, rimborsandogli, al massimo, le spese e i corsi i formazione finanziai dal Fondo Sociale Europeo.

I percettori di reddito di cittadinanza che sono considerati in grado di lavorare sono 800mila persone ed il nuovo governo potrebbe decidere di togliere loro la misura. Intanto il tempo stringe, in quanto la legge di bilancio per il 2023 va approvata dalle Camere entro il 31 dicembre 2022, inviando il programma di bilancio entro fine novembre all’Ue. Urge capire che destino spetterà al reddito di cittadinanza.

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