A 8 anni non riusciva a respirare: la scoperta dei medici lascia senza parole (1 di 2)

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Quante volte abbiamo sentito il nostro piccolo lamentarsi, non dandoci più di tanto peso? A volte i bambini  improvvisano scuse per ottenere qualcosa, per non andare a scuola, per non essere colti impreparati ad un’interrogazione.

Differenti le “tipologie” di genitori. Ci sono quelli decisamente più apprensivi che, ad ogni singolo lamento del proprio figlio, contattano il pediatra per chiedere una visita di controllo e coloro che, invece, preferiscono sminuire, convinti che il “capriccio” rientri da solo.

Va però detto che alcuni segnali dei nostri piccoli non devono assolutamente essere sottovalutati, specie se si tratta di sintomi che si protraggono nel tempo. In questi casi non può assolutamente trattarsi di capricci.

In presenza di sintomi invalidanti, che inficiano la quotidianità del bambino, creandogli uno stato di malessere generale, non bisogna mai temporeggiare ma occorre rivolgersi tempestivamente ad un medico.

Purtroppo, ce lo insegna la cronaca, nei casi peggiori sottovalutati, l’epilogo è stato fatale. In merito a questo, vorrei raccontarvi cosa è accaduto ad un bimbo australiano.