I 4 sintomi precoci del cancro al colon retto (2 / 2)

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Tra i massimi esperti al mondo del cancro al colon retto spicca il dottor Matthew Kalady, primario presso la divisione di chirurgia del colon e del retto presso l’Ohio State University Comprehensive Cancer Center. Allarmato dai dati sempre più preoccupanti delle diagnosi di cancro anche tra gli under 50, ha rivelato in un’intervista alla NBCNews i 4 sintomi più comuni della malattia.

Si tratta di 4 problematiche precoci che possono insorgere nei soggetti giovani e che sono emersi da uno studio condotto da un team di ricerca statunitense guidato dalla professoressa Cassandra Fritz. I risultati di questa ricerca hanno portato ad individuare questi 4 sintomi: il sanguinamento rettale; il dolore addominale; la diarrea e l’anemia da carenza di ferro.

Conclusioni alle quali si è giunti analizzando i dati di circa 5mila pazienti con cancro al colon retto precoce: è stato interessante rilevare come, in tutti questi casi, almeno uno dei 4 sintomi è spuntato sino a 2 anni prima della diagnosi di cancro. Insomma, parliamo di un vero e proprio campanello d’allarme che non si può più ignorare.

Ad esempio, un sintomo piuttosto comune come può essere la diarrea, se si protrae però per diverse settimane potrebbe essere il segnale di qualcosa di più significativo ed esiziale. Così come è importante determinare l’origine di fenomeni, come il sanguinamento rettale, che può essere di natura benigna o maligna.

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Il cancro al colon-retto è un male sempre più comune nel mondo, tanto che rappresenta il 10% di tutti i tumori diagnosticati nel globo. Per quanto riguarda il nostro Paese, si classifica per esempio al secondo posto per diagnosi, preceduto solo dal tumore al seno.

Quanto alle possibili cure di questo cancro, oltre ovviamente all’intervento chirurgico, negli ultimi tempi la scienza medica sta facendo dei passi da gigante. Un recente studio americano ha tentato di dimostrare come sia possibile evitare la chirurgia facendo ricorso ad un anticorpo monoclonale. La soluzione migliore, comunque, resta la prevenzione.