I 3 sintomi per riconoscere Omicron e non confonderlo con un raffreddore (2 di 2)

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L’obiettivo degli esperti e dei ricercatori è quello di capire quali sono i sintomi più comuni, dato che la variante Omicron 5 è diversa rispetto alle precedenti. Fa paura ovviamente la sua forte contagiosità ma come riconoscerla e soprattutto come distinguerla da un banale raffreddore?

In molti,travolti dal panico, vanno alla ricerca costante su internet dei sintomi e pensano di averli proprio tutti. Ma è realmente così? Quando preoccuparsi ed effettuare il tampone in farmacia, l’unico che ci fornisce risultati per davvero attendibili?

Un recente studio pubblicato negli USA ha elencato quasi sono i 3 sintomi principali per riconoscere Omicron, invitando a prestare attenzione a febbre, perdita di gusto e olfatto, mal di testa che si presenta in modo forte e anomalo, ossia senza una causa che potrebbe giustificarlo (es. stress, insolazione, sbalzo termico, eccessiva esposizione all’aria condizionata etc).

Si tratta di una variante che colpisce la gola e non i polmoni, per cui attenzione a quel senso di pizzicore strano alla gola. Ma c’è un terzo sintomo che finora non era stato mai elencato; quello che gli esperti definiscono paralisi del sonno.

Il Servizio Generale di Igiene (NHS) britannico spiega cosa vuol dire “paralisi del sonno”. Parliamo dell’impossibilità di muoversi o parlare mentre vi addormentate o svegliate. Questo sintomo, a volte, può essere accompagnato da allucinazioni, come la sensazione di essere spinti verso il basso.

Ovviamente per la diagnosi corretta è opportuno effettuare tamponi molecolari che, se fatti al momento giusto, individuano i soggetti positivi al virus nel 95-97% dei casi. Nel caso di tampone antigenico o molecolare la sensibilità nel rilevare un soggetto contagiato si abbassa al 70% e, se si acquistano tamponi scadenti e a basso costo, si riduce notevolmente, sino al 50%. Quindi, l’invito degli esperti è quello di prestare bene attenzione sia ai sintomi che ai modi in cui viene eseguita un’accurata diagnosi. Attenersi alle indicazioni di chi è sicuramente più competente di noi, evita ulteriori contagi, essendo già preoccupanti i dati attuali.

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