Un test del sangue può prevedere l’Alzheimer fino a 20 anni prima: una scoperta rivoluzionaria nel trattamento di questa complessa malattia neurodegenerativa (1 di 3)

Un test del sangue può prevedere l’Alzheimer fino a 20 anni prima: una scoperta rivoluzionaria nel trattamento di questa complessa malattia neurodegenerativa

Un test del sangue può prevedere l’Alzheimer 20 anni prima della comparsa dei sintomi

Una nuova scoperta rivoluzionaria potrebbe cambiare il trattamento dell’ Alzheimer, una malattia neurodegenerativa molto complessa. Basta un semplice test del sangue che può aiutare soprattutto il progresso degli studi sui farmaci. A parlarne sono gli scienziati dell’università di Washington a Saint Louis, nel Missouri, sulla rivista “Neurology”.

Un semplice test del sangue può essere in grado di diagnosticare l’Alzheimer 20 anni prima della comparsa dei sintomi. Questa può essere l’ultima e potenzialmente rivoluzionaria scoperta nel trattamento di questa malattia neurodegenerativa.

Un test del sangue può prevedere l’Alzheimer fino a 20 anni prima: una scoperta rivoluzionaria nel trattamento di questa complessa malattia neurodegenerativa

Questo test è stato messo a punto dagli scienziati della scuola di medicina della Washington University di St. Louis, in Missouri. Gli esperti che hanno condotto lo studio, hanno spiegato che l’analisi può essere in grado di identificare i cambiamenti del cervello del 94%. Questo è un modo più semplice ed economico rispetto ad una Pet. I risultati della ricerca sono stati pubblicati la settimana scorsa nella rivista scientifica “Neurology”.

Uno degli autori dello studio e professore di neurologia, Randall Bateman, ha spiegato: “Al momento gli screening prevedono esami di diagnostica per immagini costosi e lunghi. Impieghiamo anni per cercare volontari e analizzarli“.

Un test del sangue può prevedere l’Alzheimer fino a 20 anni prima: una scoperta rivoluzionaria nel trattamento di questa complessa malattia neurodegenerativa

“Ma con un prelievo del sangue, potremmo esaminare migliaia di persone ogni mese. Ciò vuol dire che riusciremmo a trovare volontari più velocemente, e ad arrivare presto a individuare cure più specifiche, risparmiando soldi e sofferenze a chi è affetto dal morbo”.

I ricercatori sono riusciti a trovare un modo per misurare i livelli nel sangue della proteina Beta-amiloide che è un indicatore chiave del morbo di Alzheimer. La concentrazione della proteina è un campanello di allarme del suo accumulo nel cervello. Sono stati misurati i livelli della proteina nel sangue di 158 adulti con un’età superiore ai 50 anni per confrontare i risultati con quelli della Pet.