Triangolo delle Bermuda, nave ricompare 94 anni dopo: il ritrovamento choc al suo interno (1 di 2)

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Da tempi immemori, le storie di galeoni fantasma, navi dei pirati, velieri scomparsi nel nulla, marinai ammaliati dal canto delle sirene e risucchiati nelle profondità marine, ci hanno sempre appassionato. Sin da quando eravamo bambini, ci siamo, chi più chi meno, appassionati a queste storie, ricche di fascino, mistero, grossi punti interrogativi. Si tratta di storie talmente suggestive da farci immedesimare nei personaggi e farci rivivere le loro gesta, con la stessa adrenalina, lo stesso stupore e le loro stesse fatiche.

Chi, almeno una volta nella vita, non ha visto la saga de Il pirata dei Caraibi con il temerario pirata Jack Sparrow… un tipo sopra le righe, fuori dal comune, schizzato, nel senso buono del termine. E se quella era finzione, seppur studiata nei minimi dettagli, dato il successo riscosso, anche grazie al talento inconfondibile dell’attore principale, il bravissimo e carismatico Johnny Depp, ci sono casi in cui parliamo di tutt’altro che di effetti speciali.

Ci sono misteri irrisolti per davvero, navi di cui si sono perse le tracce e mai ritrovate, attorno ai quali tantissimi scienziati ed esperti del mondo scientifico e del paranormale sono al lavoro, seppur, con grosse difficoltà, al punto che molti di questi casi sono ancora avvolti in un alone di mistero. C’è però una leggenda che non ha mai smesso di affascinare i più curiosi: quella del famigerato Triangolo delle Bermuda, dove si narra scompaiano navi e aeroplani in circostanze inspiegabili.

Ma cosa c’è di vero i tutto questo? Il ricercatore Benjamin Radford, scettico dinnanzi al fenomeno, ci riferisce che l’espressione Triangolo delle Bermuda è stata coniata da un giornalista americano, Vincent Gaddis. Quest’ultimo, in un articolo risalente all’ormai lontano 1964 elencava, in maniera molto suggestiva, una serie di sparizioni di navi e aeroplani che cominciava dal lontano 1840, con tanto di chiosa: “Che cosa c’è in questo preciso spicchio di mondo che ha potuto distruggere centinaia di navi e aeroplani senza lasciare tracce?”.

E’ basta questa semplice domanda a chiusura del pezzo per piantare il seme di una leggenda che, nel corso dei decenni, è stata alimentata da scrittori fantasiosi che si sono davvero sbizzarriti, vendendo copie su copie, senza porsi minimamente interrogativi, legati a possibili campi elettromagnetici, tempeste, incidenti etc.