Tratti il tuo animale domestico come un figlio? Ecco perché: (1 di 3)

Tratti il tuo animale domestico come un figlio? Ecco perché:

In uno studio fatto da alcuni ricercatori del Massachusetts General Hospital si è cercato di confrontare direttamente la “neuroanatomia funzionale del legame uomo-animale con quella del legame madre-bambino”. I ricercatori hanno esaminato l’attività cerebrale di un gruppo di donne e mamme con almeno un figlio di un’età non superiore ai 10 anni e allo stesso tempo avevano un animale domestico. Il risultato di questo studio ha confermato che le donne non vedono alcuna differenza tra i loro figli e il proprio animale domestico.

Tratti il tuo animale domestico come un figlio? Ecco perché:

Rachel Feltman ha dichiarato: “La risposta del cervello a bambini e cani non era del tutto identica: un’area del cervello, vitale per l’elaborazione dei volti, era attivata più dall’immagine di un animale domestico rispetto al viso di un bambino, mentre le parti del mesencefalo erano più attive in risposta ai bambini. Può darsi che i segnali facciali siano più importanti nella comunicazione uomo-animale domestico, data la nostra mancanza di linguaggio comune. E le aree del mesencefalo potrebbero essere vitali nella formazione di coppie di esseri umani, rapporti del National Geographic”.

Tratti il tuo animale domestico come un figlio? Ecco perché:

Perché le persone parlano ai cani con quella voce dolce e calda, come se fossero bambini? Tutti abbiamo sentito questo genere di cose, o abbiamo rivolto parole dolci ai nostri animali domestici del tipo: “Ciao amore mio! Chi è un bravo ragazzo? Sei te!!!”.

Forse alcuni di noi considerano davvero i nostri animali domestici come i bambini, o ne siamo altrettanto entusiasti quanto i nostri figli reali. Ma c’è anche un altro aspetto: una nuova ricerca mostra che parlare con questa voce alta e fare cantilena fa sì che i cani prestino più attenzione a noi.