Questi segnali del tuo corpo indicano che è il momento di cambiare il materasso (1 di 2)

Questi segnali del tuo corpo indicano che è il momento di cambiare il materasso

Dormire bene è senza alcun dubbio uno degli aspetti fondamentali per il benessere del nostro corpo. Per riuscire a riposare tranquillamente è serenamente è necessario, dunque, acquistare un materasso che rispetti determinati requisiti.

Capita però che anche il migliore dei materassi, se non curato alla perfezione o con il passare degli anni, non garantisca un corretto riposo: le conseguenze in questi casi sono varie ed alcune di queste del tutto inaspettate.

E’ facile, ad esempio, attribuire un mal di schiena al materasso vecchio che non permette di dormire bene.

Questi segnali del tuo corpo indicano che è il momento di cambiare il materasso

Non è invece proprio immediato attribuire delle rughe o il naso chiuso al cattivo stato del nostro materasso.

Scopriamo insieme, dunque, quali sono i campanelli d’allarme che il nostro corpo ci lancia per farci comprendere che probabilmente giunta l’ora di cambiare questo oggetto.

La scelta del materasso del cuscino è, infatti, molto delicata. Trovare quelli che fanno al caso nostro può non essere un compito semplice ed in alcuni casi è addirittura necessario provarli per alcune settimane prima di poter stabilire che quel materasso e quel cuscino siano adatti a noi.

Questi segnali del tuo corpo indicano che è il momento di cambiare il materasso

Come prima anticipato, però, esistono dei segnali e dei campanelli d’allarme che indicano che il materasso sul quale stiamo dormendo non va più bene e che è giunto il momento di sostituirlo.

Svegliarsi col naso chiuso, ad esempio, può non essere soltanto il sintomo di un raffreddore ma potrebbe trattarsi del sintomo di un’allergia causata dagli acari della polvere.

In questi casi, se proprio non avete le possibilità di cambiare il materasso potreste munirvi di un copri materasso a prova di acaro: alcuni studi hanno dimostrato che con un semplice telo protettivo i sintomi allergici si riducevano del 43%.