Le acque si aprono alla 22° settimana: “Suo figlio non sopravviverà”. Ma alla madre riesce il miracolo (1 di 2)

E’ troppo presto, il vostro bambino probabilmente non sopravviverà. Ci dispiace“. Sono queste le parole che Louise Adams e suo marito si sono sentiti dire dai medici in ospedale, dopo che gli esami avevano evidenziato una realtà drammatica: le acque si erano aperte prematuramente dopo sole 22 settimane di gestazione. Un parto decisamente prematuro che, stando al parere dei medici, il bambino nel grembo di Louise non sarebbe stato in grado di affrontare con successo. Una vera e propria notizia tragica per i due genitori in dolce attesa, che si sono visti crollare il mondo addosso.

Le possibilità che il piccolo possa riuscire a farcela in casi di questo genere sono stimate in meno del 5%, ma ovviamente per una madre anche solo meno dell’1% delle possibilità che il proprio bambino possa sopravvivere è più che sufficiente a tentare tutto il possibile per salvarlo. Purtroppo in casi come questi i medici possono fare ben poco. La situazione si presenta come estremamente delicata e difficile sa gestire. Non è mai facile intervenire quando il feto non è ancora pienamente sviluppato come in questi casi. L’ambiente esterno si presenta come troppo ostico per riuscire a sopravvivere.