Esiste davvero l’amore platonico? Tutti noi l’abbiamo provato. Ecco come puoi riconoscerlo (2 di 3)

Esiste davvero l’amore platonico? Tutti noi l’abbiamo provato. Ecco come puoi riconoscerlo

Trascorriamo ore a pensare e a sognare ad occhi aperti, a fantasticare sul futuro con una persona che non conosciamo davvero. Le nostre aspettative non corrispondono alla realtà e sicuramente non corrisponderanno mai.

Platone aveva una teoria molto interessante, ci sono due mondi: il mondo delle idee e il mondo sensibile. Secondo lui, prima esisteva solo il mondo delle idee, con concetti astratti e quindi perfetti, come il bene, la verità, ecc.

Esiste davvero l’amore platonico? Tutti noi l’abbiamo provato. Ecco come puoi riconoscerlo

Ma dopo, un essere supremo di nome Demiurgo, ha deciso di stravolgere tutto costruendo il mondo in cui viviamo, con persone diverse, animali, costumi, ecc. Per Platone, il mondo sensibile è imperfetto perché è una copia del primo, è pieno di interpretazioni errate e imperfezioni. Quindi, l’amore platonico vive nel mondo delle idee mentre una relazione d’amore reale vive nel mondo sensibile. Per quanto possa essere imperfetto, in questo mondo proviamo emozioni, sensazioni ed è il mondo in cui viviamo davvero.

Esiste davvero l’amore platonico? Tutti noi l’abbiamo provato. Ecco come puoi riconoscerlo

Hai mai sentito parlare di amore impossibile, non corrisposto e soprattutto, irraggiungibile? Secondo Platone invece, questo amore può essere raggiunto. Per il filosofo, l’amore consiste nel desiderare qualcosa che non possediamo, ma che sicuramente è qualcosa di estremamente bello e puro che vogliamo conquistare. È un amore che va oltre la bellezza fisica. Il lato fisico anche se inizialmente è importante, non conta molto perché nel mondo ci sono tanti corpi belli ma quello che conta davvero è la bellezza dell’anima.