Uccide le due figlie di 9 e 11 anni e poi si toglie la vita, la motivazione choc (1 di 2)

Ascolta questo articolo

Ci sono tragedie imprevedibili ma sempre più frequenti, che nascondono una profonda sofferenza interiore. Non necessariamente esiste un colpevole, questo è poco ma sicuro.

Si può essere vittime e basta. Vittime in quanto incomprese, in cui un mondo in cui il disagio interiore non viene recepito, in cui si vive in una condizione di profonda solitudine, senza essere ascoltati, né tantomeno sentiti.

Sono storie di cronaca nera che non si vorrebbero mai raccontare, dinnanzi alle quali ci si trova in difficoltà. Si fa fatica anche se questo lavoro lo si fa da tempo perché riguardano il più bello e più complesso dei rapporti: quello di una madre nei confronti dei suoi figli.

Ultimamente abbiamo spesso parlato di madri assassine, che si sono macchiate dei peggiori reati, uccidendo coloro a cui hanno dato la vita. Quello che sto per raccontarvi è un caso di omicidio-suicidio che sta dividendo profondamente l’opinione pubblica.

In breve tempo, sulla rete, dove tutto corre a velocità della luce, è altrettanto facile che storie come questa inneschino commenti a raffica, carichi di veleno, sebbene, ripeto, non ci sia per forza da puntare a tutti costi il dito contro ma, forse, di riflettere.