Placenta previa o bassa: sintomi, rischi e cosa fare

La placenta previa si verifica in gravidanza quando quest'organo si posiziona nel segmento inferiore dell'utero. Scopriamo bene di cosa si tratta, i sintomi ed eventuali rischi correlati

Placenta previa o bassa: sintomi, rischi e cosa fare

Dover affrontare una gravidanza con la placenta previa non è affatto facile, soprattutto dal punto di vista psicologico, perché spesso non si sa a cosa si va incontro e quali potrebbero essere gli sviluppi della gestazione ed i suoi eventuali rischi.

Proviamo, ora insieme, a fare un po’ di chiarezza cercando di capire cosa significa avere la placenta bassa. Quest’organo vascolare temporaneo durante la gravidanza si colloca nella parte alta dell’utero: quando la placenta si sviluppa nel segmento inferiore dell’utero, possiamo parlare di placenta previa o bassa.

Le complicazioni derivano dal fatto che, trovandosi in questa posizione inferiore, la placenta tende ad intaccare il bordo dell’orifizio uterino, che è il canale di comunicazione con il collo dell’utero. Si tratta di un fenomeno molto diffuso, al punto che interessa una donna su 200 ed i problemi maggiori si possono ravvisare durante il parto.

Placenta previa: sintomi e rischi

I sintomi della placenta bassa non sono molto evidenti, soprattutto nei primi mesi di gravidanza, mentre a partire dal sesto mese la sintomatologia si presenta con delle perdite ematiche e dolori intensi. Solo attraverso un’ecografia morfologica è possibile diagnosticare la placenta previa, perché spesso la stessa si trova nella parte bassa, ma riesce a risalire con il passare dei mesi.

La placenta è un organo vascolare temporaneo deputato allo scambio metabolico tra madre e feto.
La placenta è un organo vascolare temporaneo deputato allo scambio metabolico tra madre e feto.

I rischi maggiori sono rappresentati dal pericolo del possibile distacco di placenta, che avviene negli ultimi mesi di gravidanza, quando iniziano le prime contrazioni. In questi casi il distacco potrebbe portare ad un’emorragia e bisognerà procedere con il parto cesareo di emergenza, per non mettere ulteriormente a rischio la vita del nascituro e della mamma. Nella maggior parte dei casi di placenta bassa, il ginecologo programma con la mamma un parto cesareo, perché il rischio del distacco è molto pericoloso provocando una sofferenza fetale rischiosa.

Placenta bassa: cosa fare

Bisogna innanzitutto mettersi a riposo, cercando di condurre la gravidanza nella più assoluta tranquillità. Non bisogna in alcun modo prendere pesi oppure mettere sotto sforzo l’organismo, è opportuno stare rilassati perché un movimento troppo azzardato, potrebbe portare all’immediato distacco della placenta.

A seconda dei casi, poi, bisognerebbe evitare di avere rapporti sessuali con il proprio compagno, per non stimolare la zona interessata, essendosi la placenta posizionata in basso. C’è da dire, inoltre, che ci sono alcuni soggetti in cui questa patologia si presenta con maggiore frequenza ed in particolare nelle donne che hanno superato i 35 anni di età, nelle donne fumatrici, in chi ha avuto un’operazione all’utero e per le donne che sono incinte di gemelli.

Classificazione placenta previa

Vi sono diversi stati di gravità in relazione alla posizione in cui la placenta si trova nell’utero, per tale ragione possiamo distinguere:

  • Placenta previa laterale. Questa sintomatologia non è grave e si verifica quando la placenta si trova in alto, ma una parte di essa rimane nel segmento inferiore dell’utero, ma non tocca in alcun modo l’orifizio del canale cervicale. Se si ha questo disturbo in gravidanza non è del tutto detto che bisognerà procedere con il taglio cesareo, ma il ginecologo potrebbe valutare anche un parto naturale, se vi sono le condizioni.
  • Placenta previa marginale. In questo caso la parte inferiore della placenta tocca il bordo dell’orifizio, però non lo intacca. Anche in questo caso, se le condizioni lo permettono, si potrebbe tentare un parto naturale e non necessariamente cesareo.
  • Placenta previa parziale. In tal caso la placenta arriva fino all’orifizio del canale cervicale, però non lo chiude del tutto, lasciando una parte aperta.
  • Placenta previa totale. E’ il caso più grave e si verifica quando la placenta chiude completamente l’orifizio del canale cervicale.
placenta previa o placenta bassa
Durante la morfologica viene individuata la posizione della placenta

Placenta previa e placenta bassa sono la stessa cosa?

Molto spesso i due termini vengono utilizzati per indicare lo stesso disturbo, ma è realmente così? In molti casi, dopo che si effettua la prima ecografia, il ginecologo constata che la placenta è bassa, considerando che nel secondo trimestre questo fenomeno si presenta in una donna su 5, mentre a partire dal terzo trimestre la percentuale cala all’1 percento. Cosa significa?

Durante i primi mesi si può avere la placenta posizionata nella parte inferiore dell’utero, questa però, con il passare del tempo inizia a risalire, occupando una posizione normale, in questo caso parleremo solo di placenta bassa. Possiamo parlare, invece, di placenta previa solo a partire dalla ventottesima settimana di gestazione, quando la posizione della placenta è già ben definita e non si sposterà più.

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