Omicidio Laura Ziliani, il racconto delle figlie: "Non moriva, come abbiamo ucciso mamma"

Trapelano altre indiscrezioni particolarmente agghiaccianti in merito all'omicidio di Laura Ziliani. Il racconto delle figlie si contorna di aspetti sempre più inquietanti: ecco le ultime rivelazioni.

Pubblicato il 29 maggio 2022, alle ore 12:03

Omicidio Laura Ziliani, il racconto delle figlie: "Non moriva, come abbiamo ucciso mamma"

Ascolta questo articolo

Nelle ultime settimane il caso dell’omicidio di Laura Ziliani, la vigilessa trovata morta in circostanze misteriose, ha avuto una svolta inattesa. Alla fine gli assassini hanno confessato tutto e l’omicidio della donna si sta arricchendo sempre più di dettagli particolarmente agghiaccianti. Dapprima i colpevoli ne avevano simulato la sparizione, ma il ritrovamento del cadavere sulle sponde del fiume ha fatto subito intuire agli inquirenti come si fosse trattato di un omicidio. 

D’altronde molte dichiarazioni degli indagati avevano fatto storcere il naso, le contraddizioni apparivano sempre più clamorose. Sino a che l’autorità giudiziaria non ha disposto mesi fa l’incarcerazione dei 3 presunti colpevoli. Quello che sta trapelando dalle loro confessioni è decisamente raccapricciante: ecco cosa hanno confessato le figlie.

Ecco come l’hanno uccisa

I tre killer, le figlie Paola e Silvia e il fidanzato di quest’ultima Mirto Milani, avevano pianificato da tempo l’omicidio della povera vigilessa per accaparrarsi l’enorme eredità immobiliare della donna. Tuttavia a suscitare un certo sgomento è soprattutto il racconto dettagliato rivelato dagli assassini circa i dettagli dell’esecuzione, da cui trapela una crudeltà particolarmente disumana.

Secondo quanto riporta il Corriere, gli assassini avrebbero confessato quanto segue: “Le abbiamo dato una tisana, una volta inerme con gli ansiolitici, le abbiamo messo un sacchetto in testa e abbiamo provato a strangolarla con una fettuccia di velcro”. Tuttavia poichè la povera vittima non si abbandonava totalmente continuando invece a dimenarsi, gli assassini hanno deciso di concludere il soffocamento a mani nude: “E allora l’abbiamo strozzata con le mani“. Una frase choc che risuona macabra nell’aula della confessione.

A metterle le mani sul collo per concludere l’omicidio è stata la figlia Silvia e il compagno Mirto. Il movente dell’omicidio è da rintracciarsi nei rapporti famigliari ormai piuttosto tesi tra le figlie e la Ziliani e nel desiderio di accaparrarsi l’enorme bottino che speravano di ereditare. Ma ciò che resta di questa storia è la fine orribile di una brava persona e tre criminali dietro le sbarre.

I nostri video tutorial
Andrea Rubino

Cosa ne pensa l'autore

Andrea Rubino - Questo caso di cronaca è diventato tristemente noto all’opinione pubblica per la particolare brutalità con cui si è consumato il crimine. Dalle loro confessioni emerge tutta la loro disumanità. E’ necessario che i colpevoli siano al più presto processati e condannati a scontare la giusta pena. Solo così sarà fatta giustizia e la povera vigilessa trucidata potrà riposare in pace.

Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!