Morte Vittoria, lo straziante racconto del vicino di casa sui genitori della piccola (1 di 2)

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La tragedia della piccola Vittoria Scarpa, di appena di 5 anni, ha sconvolto l’Italia, segnando una delle notizie di cronaca più forti di questi ultimi giorni. La sua storia è iniziata in una tranquilla giornata di mare, sabato 11 giugno. Vittoria, assieme alla madre Mina e alla sorellina, era al lido Risorgimento, a Torre Annunziata.

Quella che doveva essere una giornata spensierata si è trasformata in un incubo che, da allora, tormenta i genitori, i familiari e tutti coloro che conoscevano questa splendida bimba, diventata troppo presto un angelo. Ma cerchiamo di ripercorrere l’accaduto. Mamma Mina, ad un tratto, resasi conto di aver perso di vista la figlia, ha iniziato a chiamarla per nome, disperata.

Il suo grido ha attirato l’attenzione degli altri bagnanti, che, mossi da un’ondata di solidarietà, si sono uniti alle ricerche e la foto della piccola è stata diramata sui social, nei gruppi e sui profili privati Facebook. Sul posto sono tempestivamente giunti  i carabinieri e la Capitaneria di Porto, che ha messo in mare i propri mezzi. Prezioso il supporto volontario dei pescatori della zona.

Tutti hanno cercato senza sosta la piccola fino a quando, 2 ore dopo la sua scomparsa, Vittoria è stata ritrovata ferma, quasi aggrappata, all’altezza di una boa. Seppur ancora in vita, le sue condizioni sono apparse, sin da subito, disperate. Respirando ancora, è stata trasportata d’urgenza al San Leonardo di Castellammare di Stabia. I medici del nosocomio hanno fatto tutto il possibile per salvarla ma, purtroppo, la bambina è deceduta poco dopo il ricovero perché i polmoni le si erano riempiti d’acqua.

La Procura di Torre Annunziata, volendo vederci chiaro su questa immane tragedia, ha aperto un’inchiesta. Il corpicino della piccola verrà sottoposto ad autopsia e la domanda cruciale è una: questa morte poteva essere evitata? A tutto questo si aggiunge la controversa questione della presenza o meno dei bagnini in spiaggia.