Morte della piccola Elena Del Pozzo, "La picchiavano": le durissime parole della zia

La piccola Elena Del Pozzo è diventata uno splendido angelo ma, ora dopo ora, il suo caso si arricchisce di racconti sconvolgenti. Ecco le durissime parole della zia.

Pubblicato il 15 giugno 2022, alle ore 8:20

Morte della piccola Elena Del Pozzo, "La picchiavano": le durissime parole della zia

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La piccola Elena Del Pozzo, che avrebbe compiuto a luglio 5 anni, è stata uccisa dalla madre, reo-confessa, Martina Patti, crollata dinnanzi ad un interrogatorio senza più incalzante. 

E con la sua confessione, quella di aver commesso l’omicidio della figlioletta, sono svanite per sempre le speranze di di tutti coloro che hanno seguito il caso, di ritrovare la bimba sana e salva. Ma, come in tutti i casi di cronaca nera efferata, ora dopo ora, emergono nuovi dettagli e dichiarazioni agghiaccianti.

Le parole della zia Vanessa 

Dopo aver inscenato il rapimento, Martina Patti, la mamma killer di Mascalucia, che si trova ora in stato di fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere, ha ucciso Elena a coltellate nella sua abitazione e ha nascosto il suo corpicino in un terreno vicino, nel tentativo di coprire il cadavere con terra e cenere lavica. La zia della piccola, Vanessa Del Pozzo, sorella di Alessandro, il padre della bimba, che è separato dalla sua ormai ex compagna, appresa l’atroce notizia dell’omicidio della nipotina, ha reso ai media delle dichiarazioni a caldo che hanno innescato delle forti reazioni sui social. Il suo è il racconto di una “normalità apparente” sotto la quale covava l’orrore… lo stesso orrore che ha portato al tragico epilogo. 

Vanessa, intervistata dai giornalisti, ha dichiarato:“La madre una volta la picchiò per aver rotto il cancelletto”ed ancora: “Con la bambina Martina era affettuosa e aveva pazienza, c’erano però certi attimi strani”. La zia ha spiegato: “Come quella volta che la picchiò per aver rotto il cancelletto”, per poi affermare che: “Martina Patti voleva incastrare mio fratello. Un anno fa mio fratello fu accusato ingiustamente di una rapina ma fortunatamente fu scagionato completamente”.

Vanessa è un fiume in piena, in preda alla disperazione, con l’istinto di protezione del fratello Alessandro da quella cognata che così tanto gli aveva reso la vita invivibile. Proprio riferendosi al fratello, ha detto: “Quando dal carcere passò ai domiciliari, sotto casa trovammo un biglietto di minacce con scritto: ‘non fare lo sbirro, attento a quello che fai’.Mio fratello non sa nulla di nulla. A questo biglietto la madre della bimba ha fatto riferimento dicendo che avevano rapito Elena”, concludendo: “La madre disse che quelle persone incappucciate avevano fatto riferimento al biglietto dicendo ‘non ti è bastato il biglietto? Digli a tuo marito che questa è l’ultima cosa che fa: a sua figlia la trova morta’”.

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Caterina Lenti

Cosa ne pensa l'autore

Caterina Lenti - Non ci sono davvero parole. Più passano le ore e più il caso della piccola Elena Del Pozzo si arricchisce, purtroppo, di nuovi agghiaccianti particolari e racconti. Non c'è davvero limite alla crudeltà umana e non concepisco alcun motivo che possa giustificare quello che per me è ingiustificabile. Deve pagare.

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