Mamma muore subito dopo il parto, davanti a compagno e medici (1 di 2)

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Un ritardo del ciclo mestruale, la preoccupazione e la corsa in farmacia per acquistare un test di gravidanza. Così, su per giù, ha inizio il sogno di molte donne che, sin da ragazzine, hanno desiderato di poter stringere e cullare un piccoletto tra le loro braccia.

Quando sul test compare la fatidica scritta “incinta”, la felicità è incontenibile. Un mix di emozioni diversificate ti pervadono, dalla paura alla curiosità, dalla gioia all’incredulità e ognuno vive la maternità in modo totalitario, assoluto.

C’è chi tenta di ammortizzare l’attesa con i primi acquisti, tra copertine, tutine, piccoli gadget che serviranno ad abbellire la culletta e la cameretta in cui si percepisce l’odore di bebè, di legno nuovo, di cuccioloso.

Grazie ai grossissimi passi avanti della scienza e della tecnologia, tra ecografie tridimensionali e in 4D, pronostici volti a capire a chi assomiglierà il nascituro, misuratori del battito del cuoricino, i mesi, tutto sommato, scorrono velocemente.

Fino a quando arriva l’appuntamento tanto atteso: l’appuntamento al buio con il principe della nostra vita o con la nostra principessa che abbiamo solo provato ad immaginare per troppi mesi. Non sempre, purtroppo, l’epilogo è quello desiderato, proprio come accaduto a settembre in Italia.