L’importanza del gioco per la crescita del bambino

Il gioco insegna al bambino ad essere tenace e ad avere fiducia nelle proprie capacità. È un processo attraverso il quale il bambino inizia a scoprire la realtà interiore ed esteriore.

L’importanza del gioco per la crescita del bambino

Il gioco rappresenta per il bambino un lavoro vero e proprio, la sua principale attività attraverso la quale cresce e impara. Ogni bambino gioca in maniera del tutto naturale e in questo modo riesce a trovare quella tipica sensazione di benessere. Infatti, grazie al gioco il bambino inizia a capire il funzionamento delle cose; quali sono le cose principali che si possono fare con determinati oggetti, quali sono le leggi e i regolamenti da rispettare. Insomma il gioco è considerato un processo per scoprire sia il mondo interiore che esteriore del bambino.

Sin dai primi attimi di vita il bambino riesce a dimostrare la sua esistenza attraverso il gioco; portando i piedini in bocca, giocando con i capelli della mamma, con i sonagli, fino ad arrivare a scoprire il proprio corpo. Il gioco rappresenta per il bambino un processo di crescita fondamentale, con lo scopo di mantenerlo sempre attivo e reattivo, influenzando quelli che sono gli altri processi come il problem solving, l’apprendimento e la creatività.

Infatti, secondo i più grandi pedagogisti degli ultimi secoli, come per esempio Maria Montessori, attraverso il gioco si creano nuove idee, il bambino si adatta al mondo sociale, si vanno a creare le emozioni e si vanno a stimolare le competenze linguistiche. Inoltre, il gioco consente al bambino di conoscere se stesso e il mondo che lo circonda, consente al bambino di elaborare il mondo reale e di iniziare a capire quali sono le prime forme di autocontrollo. Secondo Piaget il gioco si identifica in varie tappe:

  • Senso-motorio: in questa tappa il bambino tende ad essere egocentrico e comincia a conoscere il mondo che lo circonda grazie al processo di assimilazione ed accomodamento al fine di adattare quelli che sono gli schemi cognitivi con le esperienze apprese.
  • Pre-operatorio: in questa tappa il bambino comincia a sviluppare il concetto di simbolo, immagini e parole ed è capace di riprodurre, anche a distanza di molto tempo, quello che ha osservato;
  • Operatorio-Concreto: attraverso questa tappa il bambino è capace di elaborare le varie operazioni utilizzando la logica; oltre a saper utilizzare i simboli e le immagini riesce anche a manipolarli;
  • Operatorio-Formale: in questa ultima fase il bambino tende ad acquisire il pensiero logico-deduttivo attraverso il quale riesce ad ipotizzare nella sua mente i vari oggetti e il pensiero comincia a prendere forma. Tale tappa inizia dai 12 anni in poi.

Tra i tanti giochi svolti dai bambini, il gioco di finzione risulta essere quello più importante, attraverso il quale il bambino riesce a rielaborare, grazie al pensiero logico-deduttivo e attraverso la rappresentazione, tutto ciò che ha vissuto. Grazie allo sviluppo dell’intelligenza, il gioco comincia a prendere forma adattandosi alle varie tappe della vita del bambino.

I giochi scientifici

I giochi educativi rappresentano per il bambino l’insieme di quei giochi che fungono da supporto per l’apprendimento e vengono proposti principalmente nelle scuole, ma anche nella fase della prima infanzia e nell’età prescolare. I giochi educativi che acquistano maggior importanza sono senz’altro i giochi detti STEM, il cui acronimo sta a indicare Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Alla base dei giochi STEM acquistano maggiore importanza i giochi scientifici, i quali tendono a stimolare nel bambino l’intelligenza in modo senz’altro divertente. Grazie a tali giochi i bambini imparano le basi della matematica, della fisica e anche del funzionamento delle macchine e  dei computer. Ovviamente, i giochi STEM si differenziano in base alle fasce di età. Abbiamo infatti:

  • Giochi STEM per bambini e bambine di 3-4 anni: uno dei giochi più famosi appartenenti a questa fascia di età è l’Abaco utilizzato soprattutto per consentire ai bambini di imparare a contare; altri giochi sono il Sapientino, utile per imparare l’alfabeto, le forme e i colori;
  •  Giochi STEM per bambini e bambine di 5-7 anni: Mind Designer Robot Educativo Intelligente, aiuta i bambini a disegnare nel modo giusto, ma li aiuta anche nella matematica e geometria; 
  • Giochi STEM per bambini di età 8-11 anni: uno dei più conosciuti è I’m genius, pensato per i maschietti poiché li aiuta nella realizzazione di circuiti elettrici; mentre per le bambine, il più conosciuto sono le Bombe Frizzanti; 
  • Giochi STEM per bambini di età da 12 anni in poi: tra i più conosciuti abbiamo il Microscopio Buki oppure il Cyber Robot.
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Annalisa Nardacci

Cosa ne pensa l'autore

Annalisa Nardacci - Detto ciò possiamo affermare che il gioco rappresenta un processo fondamentale per la crescita e lo sviluppo del bambino. Non deve essere considerato come un passatempo ma una vero e proprio lavoro, in quanto attraverso il gioco il bambino impara a crescere, a sviluppare le capacità intellettive, affettive e soprattutto relazionali.

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