Epidurale per il parto: fa male? Cos’è, rischi e vantaggi

Se la gravidanza è uno dei periodi più belli della vita di una donna, altrettanto non può dirsi per il parto naturale, da molte vissuto come un evento terrificante: grazie all'epidurale non è più così. Vediamo in cosa consiste.

Epidurale per il parto: fa male? Cos’è, rischi e vantaggi

Gravidanza e parto sono due realtà che rispecchiano un momento particolare della vita di una donna, connesse a emozioni ben diverse e contrastanti. Se da un lato l’esperienza dei nove mesi di gestazione viene vissuta con gioia e felicità, percependo tutta l’intensità della crescita di una vita, dall’altro però l’evento finale porta con sé un certo timore e ansia sia dal punto di vista psicologico, ma soprattutto fisico.

Infatti il parto è considerato un evento che produce dolore, e una certa sofferenza alla madre, una condizione su cui si è posta molta attenzione nella società moderna. Partorire senza dolore è il motivo per cui si adattano nuove tecniche come il parto in acqua o impiegando le soluzioni mediche come l’epidurale.

Cos’è l’epidurale?

Sono tante le domande sulla gravidanza e tra queste, soprattutto negli ultimi anni ricorre un termine come quello di anestesia epidurale. Ma cos’è esattamente? È una tecnica di anestesia locale che può essere applicata durante la fase del parto al fine di limitare la sensazione di dolore e far affrontare l’evento in maniera più rilassata. Si differenzia dalle altre forme di anestesia, sia per il fatto di intervenire su una specifica parte del corpo, lasciando quindi la donna cosciente, sia perché la sua applicazione può essere utilizzata non solo nel parto naturale, ma anche se una donna si sottopone al taglio cesareo.

Il parto in acqua è ritenuto uno dei meno dolorosi
Il parto in acqua è ritenuto uno dei meno dolorosi

Come viene eseguita

Il sistema prevede un’iniezione che viene effettuata dall’anestesista attraverso una particolare siringa con un ago a punta rovesciata, inserendolo tra la terza e la quarta vertebra lombare, intervenendo nello spazio che si trova tra il canale osseo della colonna vertebrale e la zona epidurale, da cui prende il nome questa tipologia di anestesia. La paziente non subirà nessuna forma di stress, dato che percepirà solo un leggero formicolio dovuta alla puntura.

Attraverso la siringa sarà immessa la prima quantità di anestetico, con un dosaggio limitato il cui effetto si inizierà a percepire dopo circa 10-20 minuti, con il rilassamento completo della parte inferiore del corpo rispetto al punto di iniezione. Per mantenere l’effetto per tutta la durata del parto, che può essere di tempo variabile, verrà inserito un catetere nel punto di iniezione attraverso il quale in maniera continua sarà introdotta una certa quantità di anestetico.

L’epidurale fa male? Rischi e le controindicazioni

Questa anestesia non è dolorosa, in quanto tecnica non invasiva e non produce dolore o conseguenze per ciò che concerne l’introduzione dell’anestetico tra e intercapedini ossee. È importante che venga eseguita da un medico anestesista, per avere il giusto effetto.

Rappresentazione grafica della tecnica
Rappresentazione grafica della tecnica

In ogni caso è importante considerare che vi possono essere sempre delle controindicazioni e dei rischi:

  • Non è praticabile a tutte le pazienti: il parto con epidurale non può essere eseguito da tutte le donne, e in particolare sono escluse quelle che hanno particolari patologie alla schiena, sia dal punto di vista osseo, come la scoliosi sia dal punto di vista neuronale;
  • Non è consigliata per le partorienti che hanno patologie collegate alla coagulazione del sangue o eventuali situazioni di infezioni nel punto in cui si dovrà procedere con l’iniezione;
  • Si allunga il travaglio: la fase del travaglio viene allungata;
  • Allergie agli analgesici: per le donne che hanno una sensibilizzazione particolare agli analgesici o alle allergie non è consigliabile;
  • Riduzione del battito cardiaco del feto: produce comunque un rallentamento del battito cardiaco del feto e quindi non è praticabile se vi sono forme di complicanze precedenti;
  • L’ematoma epidurale: l’applicazione dell’anestetico locale e l’introduzione del catetere può produrre un ematoma sulla schiena e anche forme di lombalgie.
  • Dilatazione avanzata: non può essere effettuata se la partoriente si trova con una dilatazione superiore ai 6/7 cm.

I vantaggi

Tranne per le situazioni indicate, l’epidurale può essere un valido supporto per far vivere alla mamma l’esperienza del parto naturale in modo tranquillo. Infatti, si avrà una riduzione del dolore che anche se non arriva al 100% permette comunque di non vivere con ansia la fine della gestazione.

Deve essere eseguita da un anestesista professionista
Deve essere eseguita da un anestesista professionista

Inoltre l’effetto dell’anestetico si determina sulla parte inferiore del corpo a partire dalla 4 vertebra lombare, permettendo alla paziente di essere cosciente e inoltre di potersi muovere limitatamente, non rimanendo incosciente per tutto il tempo ma affrontando l’esperienza del parto in modo molto simile a quello che avviene nel processo naturale senza anestesia.

L’anestesia epidurale può essere eseguita in tutte le fasi precedenti al parto e anche successivamente per esempio nel caso in cui sia necessario applicare dei punti. Infine non prevede effetti collaterali importanti come nel caso dell’anestesia totale, permettendo una degenza limitata e un recupero post parto più rapido.

Epidurale si o no?

Quando si parla di anestesia epidurale applicata al parto naturale spesso le opinioni sono contrastanti. Infatti si deve considerare l’ambito economico, dato che per eseguirla sarà necessaria l’assistenza di un anestesista per tutto l’arco del travaglio.

Inoltre, vi sono anche delle consuetudini sociali, in base alle quali, il parto naturale è una realtà strettamente connessa al dolore. Se si esce al di fuori di queste due realtà, l’epidurale può essere una valida soluzione per vivere la nascita del proprio figlio senza ansie e paure, ma con tutta le emozioni di un momento straordinario e unico.

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