Bimbo di 6 anni muore lasciando delle macchie blu sul tappeto: 12 anni dopo la mamma scopre che.. (1 di 2)

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Ogni donna, quando scopre di essere incinta, è travolta da una miriade di emozioni, gelosa di custodire nel suo grembo il dono più prezioso che la  vita possa mai farle.

Poi il suo primo urlo alla vita, tra pianti di commozione dopo quell’ultimo sforzo che segna l’affacciarsi al mondo, non quello protetto nel grembo materno, ma quello reale, quello che costringe tanti piccoli, che dovrebbero vivere di spensieratezza, come tutti i loro coetanei, a diventar guerrieri.

Quando il male del secolo arriva, colpendo minori, non resta che combattere per rimanere strenuamente aggrappati alla vita. Sono in tanti i bimbi che ho avuto modo, personalmente, di visitare nei reparti oncologici.

Sono i bimbi che a stento riescono a sorridere, provati dalla sofferenza, consapevoli che il loro percorso non sarà facile e che ci potranno essere degli imprevisti, purtroppo anche letali.

Sono queste le storie che ti segnano, che ti lacerano dentro, perché ci si sente impotenti, si vorrebbe donare la propria vita, pur di salvare quella del proprio bambino malato ma non è possibile, questo lo sappiamo bene. E chi sopravvive è come se fosse colpito da cancro a vita.