Alluvione Marche, Mattia: il ritrovamento poco fa (1 di 2)

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Da quando, il 15 settembre, l’alluvione ha devastato le Marche, regione per la quale è stato dichiarato lo stato d’emergenza, i vigili del fuoco hanno coordinato le operazioni di ricerca dei dispersi, nelle quali sono impegnati anche carabinieri, personale della guardia di finanza e del soccorso alpino, volontari della protezione civile.

Una bomba d’acqua sconvolgente ha seminato il panico, il terrore, la devastazione, trascinandosi via tutto quello che ha incontrato sul suo cammino. I tronchi degli alberi, i corpi di coloro che non hanno fatto in tempo a mettersi in salvo.

Tutto è stato inondato da fango e detriti, rendendo inagibili le abitazioni, con centinaia di richieste d’aiuto. Sono saliti a 11, allo stato attuale, i morti, mentre non si sa ancora nulla del piccolo Mattia Luconi e di Brunella Chiù.

E’ per cercare di ritrovarli, a distanza di ormai più di tre giorni dalla terribile ondata di maltempo, che si continua a lavorare incessantemente in contrada coste.

Squadre a terra, sommozzatori in assetto fluviale, alcune unicità cinofile vanno a completare la rete dei soccorsi che, sin da subito, è scattata. Sono ore di apprensione, mentre si cerca in ogni anfratto dell’alveo del fiume. Tutto viene setacciato, nulla viene sottovalutato, mentre, intanto, il tempo sta passando.